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Stellantis, nuovo stop a Mirafiori: cassa integrazione di un mese per 2.260 lavoratori

L’azienda ha comunicato la decisione ai sindacati. Si fermano le linee di produzione di Maserati e 500 elettrica. La Fiom: “Una sciagura, segnale devastante per lo stabilimento”. E interviene anche il premier Meloni.
A cura di Biagio Chiariello
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 Dopo aver annunciato l'interruzione delle linee produttive dal 12 febbraio al 3 marzo, Stellantis ha comunicato una altro mese di cassa integrazione a marzo per gli operai di Mirafiori. Le linee della Maserati e della 500 elettrica non si fermeranno completamente, ma lavoreranno su un solo turno. "È un nuovo un segnale della continuazione del periodo di sofferenza per Mirafiori” ha commentato il segretario territoriale Fismic Confsal di Torino, Sara Rinaudo.

In totale i lavoratori coinvolti sono 2.260: 1251 sulla linea 500 Bev e 1009 sulla linea Maserati. Lo stop produttivo si protrarrà fino al 30 marzo. "Noi siamo ben consapevoli del piano strategico in corso di Stellantis, che ha sempre affermato di puntare su Mirafiori, ma constatiamo con dispiacere il periodo di difficoltà che sta affrontando il sito in questo momento, in particolare la carrozzeria; difficoltà che noi cercheremo di gestire al meglio per attutire al massimo le ricadute sui lavoratori e sui loro salari. Auspichiamo che l'intervento del governo, con il nuovo piano incentivi, sostenga la ripresa del mercato. Serve una collaborazione in sinergia con la Regione, per tutelare il territorio", ha continuato Rinaudo.

Fiom: "Una sciagura, segnale devastante per lo stabilimento"

"La nuova richiesta di cassa integrazione è una sciagura, dopo il mese di fermo produttivo a scavallo dell’ anno, adesso siamo allo stop dal 12 febbraio, al 30 marzo. Sono sette settimane consecutive in cui le lavoratrici e i lavoratori perderanno parte del loro già magro salario". A dirlo è Edi lazzi, segretario provinciale della Fiom torinese commentando il mese di cig annunciato da Stellantis.

Secondo Iazzi si tratta di "un segnale devastante per lo stabilimento nel suo insieme". Il segretario generale della Fiom Michele De Palma, precisa ancora il sindacalista, "ha già chiesto al primo ministro Meloni un incontro la scorsa settimana, adesso con questa ennesima batosta Giorgia Meloni deve incontrarci nel più breve tempo possibile. Ogni giorno che passa è sempre peggio, altro che made in Italy, qua siamo al destroy Italy".

Botta e risposta Stellantis-Meloni

Sulla situazione in Stellantis si è espressa anche il premier Giorgia Meloni, che durante un intervento alla Camera ha criticato la mossa aziendale di ridurre la produzione in Italia. "Se si vuole vendere un’auto sul mercato internazionale pubblicizzandola come un gioiello italiano, allora quell’auto deve essere prodotta in Italia", ha detto Meloni.

L’ad di Stellantis, Carlos Tavares, le ha risposto in un’intervista a Bloomberg nella quale ha puntato il dito contro il governo in relazione alla mancanza di agevolazioni e sussidi per l’acquisto di auto elettriche, ancora troppo care per competere con quelle a combustione. "Tutto questo è un capro espiatorio per cercare di evitare di assumersi la responsabilità del fatto che, se non si danno sussidi per l’acquisto di auto elettriche, si mettono a rischio gli impianti italiani".

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