Stefano Rapone al Festival di Fanpage: “Serve uno spazio per la satira. Mi definisco un Berluscomane”
"Servono spazi dove tornare a fare satira, non bastano i locali. Non so se la televisione è il mezzo giusto, ma bisogna dare fiducia a questa nuova generazione di comici. E serve un pubblico attento e voglioso di vedere questo tipo di comicità, pronto a un linguaggio forte che può veicolare un certo tipo di messaggio". È l'appello che Stefano Rapone ha lanciato dal palco del Rumore Festival di Fanpage.it. Intervistato da Valerio Nicolosi per la puntata live di Scanner su "Comicità e satira politica oggi", il comico e autore televisivo romano ha parlato delle difficoltà che si incontrano oggi nel fare satira politica e del suo rapporto con la figura di Silvio Berlusconi, ormai per lui un tormentone: "È stato al centro delle discussioni con la mia famiglia per anni, ora mi definisco un ‘Berluscomane'".
"Non basta fare satira nei locali"
Da pochi giorni è uscita su Amazon Prime la seconda stagione di Roast in Peace – Rip, un programma che riprende il tradizionale format americano di mettere alla berlina un personaggio, che si lascia insultare e prendere in giro davanti a un pubblico. Tra i bersagli c'era anche Giuseppe Cruciani, giornalista e conduttore radiofonico. "Con lui ho avuto la difficoltà di non volerlo rendere simpatico, come invece era successo con altri", ha spiegato Rapone: "Appena ho saputo che ci sarebbe stato anche lui, ho pensato che non potevo non parlare di Israele. Alla produzione ho detto che avrei fatto il programma solo se me lo avessero lasciato fare. Abbiamo discusso, ma alla fine ho potuto dire quello che volevo. È stato liberatorio".
Partendo proprio dall'esperienza in Rip, Rapone ha sottolineato come non ci siano più programmi televisivi dedicati alla satira. "A volte si trovano momenti in alcuni programmi in cui si riesce a inserire la satira, ma sono sempre piccole parti", ha sottolineato il comico, "servono spazi dedicati". Per Rapone, infatti, oggi si riesce a fare satira nei locali o negli spettacoli di determinati comici, ma "farla in televisione è diverso". A cambiare è soprattutto il pubblico: "Se fai satira davanti al tuo pubblico, spesso è d'accordo con te e non si crea un dibattito", ha detto ancora, "se viene fatta su contesti più generalisti, come la televisione, si intercettano persone che magari la pensano diversamente da te o che prima non avevano prestato grande interesse a un determinato argomento".
"Ci sarebbe materiale per fare un roast su Berlusconi, ma sarebbe difficilissimo"
Come ha affermato il filosofo Andrea Colamedici, sul palco del Rumore Festival prima di Rapone, "la satira può mettere in discussione il potere, anche se oggi è difficile farla. Spesso i politici hanno squadre di comunicazione che riescono ad anticipare potenziali battute e l'ironia viene utilizzata per depotenziare la realtà delle cose. È tutto già pernacchiato dall'inizio, e non c'è più gusto a farlo". Prima di queste nuove strategie di comunicazione, in televisione era possibile vedere programmi con comici satirici come Corrado e Sabina Guzzanti e Daniele Luttazzi: "Loro sono spariti perché facevano satira su Berlusconi", ha ricordato Rapone, "i comici della mia generazione si sentono orfani di quel mondo e ora stiamo provando a ricostruirlo".
Durante le puntate di Tintoria, il podcast che Rapone conduce insieme a Daniele Tinti, spesso viene menzionato Berlusconi e ricorrente è la domanda se l'ospite di turno lo abbia mai incontrato. Lo stesso Rapone porta al polso un orologio con la firma proprio dell'ex presidente del Consiglio: "Mi definisco un ‘Berluscomane' come dice Filippo Ceccarelli". Il rapporto del comico romano con Berlusconi è iniziato in famiglia: "I miei genitori sono di centrodestra e quando ero adolescente era un argomento di dibattito, anche di scontro. Erano anni in cui dovevi prenderla a ridere, altrimenti era tragico". Secondo lui, "fa ridere che ancora oggi ci sia chi declama i suoi slogan come ‘siete dei poveri comunisti', ma fare un roast con lui sarebbe difficilissimo. Il materiale ci sarebbe, ma temerei una sua risposta".