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9 Aprile 2017
16:23

Sophia sceglie per regalo la bambola nera, una commessa le chiede perché, e lei risponde così

“Ma sei sicura che vuoi quella bambola? Ce ne sono altre più simili a te”. La piccola guarda la commessa e le dà la risposta più disarmante che possiate immaginare.
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L'eroe del giorno

Ha imparato a farla nel vasino Sophia e la mamma ha deciso di premiarla. Succede tra genitori e bambini in tutti gli angoli del mondo ed è successo anche qui nella Carolina del Sud dove la madre, Brandi Benner, ha deciso di accompagnare la figlia in un centro commerciale per ritirare l'agognato premio. E alla fine Sophia ha deciso per una bambola. Una bambola dottoressa con due grandi occhi verdi, il camice, i capelli raccolti e tirati indietro e la pelle nera. In realtà Sophia la pelle nera non l'ha nemmeno notata se non fosse per l'insistenza della commessa. E la meravigliosa risposta della bimba.

La storia la racconta la madre con un post su Facebook: scelta la bambola madre e figlia si sono avvicinate alla cassa dove l'addetta del negozio di giocattoli ha chiesto alla bambina se fosse proprio sicura di volere quel modello di bambola. «Devi andare a una festa di compleanno?», ha chiesto la commessa e, come scrive la madre, lei e la figlia sono rimaste senza risposta, guardando nel vuoto. «Forse devi regalarla a qualcuno?», ha insistito la commessa. E Sophia ancora non capiva. I bambini hanno pensieri ferocemente semplici e per fortuna non seguono i sentieri contorti degli adulti.

«Ma sei proprio sicura di volere questa bambola?», e lì Sophia si è accesa dicendo che sì, che era proprio contentissima di quella bambola. «Ma questa non ti assomiglia per niente – ha detto la commessa, riferendosi al colore della pelle del giocattolo – e ne abbiamo molte alte molto più simili a te». Non c'è niente di più patetico di un adulto che cerca di essere razzista di fronte a un bambino, ma con cortesia.

«Sì mi somiglia. Lei è una dottoressa come me. Lei è una bella ragazza come lo sono io. Guarda i suoi capelli, fantastici! E guarda il suo stetoscopio!» Racconta la madre che alla commessa è uscito di sguincio un sorriso mezzo mortificato prima di bisbigliare stiracchiato un "sì è vero".

Perché il razzismo non sta nei colori ma sta negli occhi di chi lo guarda e Sophia, come tutti i bambini, non è inquinata dalla ferocia di certi adulti. Come dice il Piccolo Principe:

"Ecco il mio segreto. E’ molto semplice:
Non si vede bene che con il cuore.
L’essenziale è invisibile agli occhi".

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Autore, attore, scrittore, politicamente attivo. Racconto storie, sul palcoscenico, su carte e su schermo e cerco di tenere allenato il muscolo della curiosità. Collaboro dal 2013 con Fanpage.it, curando le rubriche "Le uova nel paniere" e "L'eroe del giorno" e realizzando il format video "RadioMafiopoli". Quando alcuni mafiosi mi hanno dato dello “scassaminchia” ho deciso di aggiungerlo alle referenze.
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