“Sono rimasto chiuso fuori casa e ho deciso di isolarmi”: la spiegazione dell’ingegnere anti-velox Antonio Menegon

Antonio Menegon è scomparso dalla sua abitazione il 3 gennaio 2026, per poi essere ritrovato 23 giorni dopo, anzi si è fatto ritrovare. Il 26 gennaio ha infatti telefonato lui stesso ai Carabinieri dicendo di stare bene e di trovarsi in un bar di Ancignano, frazione di Sandrigo, nella provincia di Vicenza.
La sua scomparsa sarebbe stata volontaria, sia secondo quanto dichiarato ai Carabinieri, sia stando alle parole riportate dal Corriere della Sera che lo ha raggiunto nella sua casa di Trezze sul Brenta, eppure sono ancora aperti molti interrogativi: "Ho scelto io di andarmene e non sono stato forzato da nessuno a farlo. Ci sono state una serie di coincidenze e inizialmente avevo solo pensato di isolarmi una decina di giorni rimanendo a casa".
A innescare la strana fuga dal mondo, compresi amici e familiari, sarebbe stato un imprevisto banale: è rimasto chiuso fuori. Alle pagine venete del quotidiano spiega la dinamica della sparizione e perché ha lasciato il cellulare e il computer nel suo ufficio: "È rimasto tutto all’interno perché non sono riuscito a rientrare per recuperarlo. In quel momento sono stato preso dal panico, non avevo alcun numero di telefono a cui chiedere aiuto".
Quell'evento però ha fatto scattare qualcosa in lui che lo ha portato a scegliere di non rientrare: "Ho cercato di capire se continuare ancora le mie battaglie perché quando si persegue una cosa per tanto tempo senza ottenere risultati e senza che le istituzioni diano le risposte che dovrebbero, bisogna anche fare delle scelte".
Il riferimento è alle battaglie che sta conducendo con le Procure italiane in qualità di perito contro gli autovelox non omologati. Molti dei dispositivi per il controllo delle nostre strade, infatti, pur essendo stati formalmente approvati dal Ministero dei trasporti non sono correttamente omologati. Questa situazione ha portato al sequestro di gran parte degli autovelox della Provincia di Cosenza, dove la Procura competente per territorio ha aperto un'inchiesta.
L'8 gennaio Menegon si sarebbe dovuto presentare davanti ai giudici per presentare la sua perizia, cosa che però non è avvenuta proprio in ragione della sua scomparsa. "La cosa importante non sono i miei 23 giorni di assenza, ma quello che li ha motivati. Se volete scoprirlo leggete quello che ho scritto e lì troverete la spiegazione".
Anche se come apprende Fanpage.it il suo telefono cellulare è ancora nelle mani degli inquirenti per i controlli del caso, il capitolo delle indagini sulla sua scomparsa è ufficialmente chiuso.