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29 Aprile 2022
23:06

Sonia uccisa dal compagno in casa, il corpo col coltello in gola vegliato per ore

Secondo l’autopsia Sonia Solinas è stata uccisa con tre fendenti tra il collo e la parte alta del torace ma sono trascorse ore prima del ritrovamento del cadavere.
A cura di Antonio Palma
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Il corpo senza vita di Sonia Solinas, la 49enne uccisa dal compagno martedì nella sua abitazione di Dormelletto, sul lago Maggiore, potrebbe essere stato vegliato per ore dal convivente 37enne Filippo Ferrari. L'indicazione emerge dai risultati dell'autopsia sulla salma della vittima condotta oggi all'ospedale Maggiore di Novara per ordine della procura piemontese. L'esame post mortem infatti ha ricalcolato l'orario di morte della donna facendolo risalire a poco dopo la mezzanotte, alcune ore prima rispetto a quanto ipotizzato inizialmente dagli inquirenti. Dal momento dell'aggressione mortale a quello in cui l'uomo è uscito di casa sarebbero dunque trascorse molte ore durante le quali il 37enne è sicuramente rimasto in casa dove giaceva, in una pozza di sangue, il corpo della 49ene con ancora il coltello conficcato in gola, così come poi è stato trovato dai primi soccorsi.

Si tratta di un grosso coltello da cucina con una lama di 20 centimetri individuato dagli inquirenti e dalla stessa autopsia come arma del delitto. Col quel coltello il 37enne che poi si è toto la vita lanciandosi da un ponte con l'auto, ha sferrato alla compagna tre fendenti tra il collo e la parte alta del torace. Uno di questi le ha reciso la trachea, probabilmente impendendole di urlare. L'assassino avrebbe quindi vegliato il cadavere tutta notte prima di uscire di casa. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, infatti, Filippo Ferrari ha abbandonato l'abitazione solo alle 7,45 del mattino quando è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza  del vicino municipio. Poco dopo è avvenuto il suicidio dal ponte di San Bernardino Verbano. Sul corpo dell'uomo non è stata svolta un'autopsia ma solo un esame esterno e controlli ematici.

Resta il mistero sul movente di un delitto così efferato. I due infatti stavano insieme da 15 anni e per parenti e amici la loro era una relazione normale, tra alti e bassi e mai turbata da episodi violenti né da tensioni fuori dalle normali dinamiche familiari. Maggiori certezze in questo senso potrebbero arrivare nei prossimi giorni con gli esiti delle analisi tossicologiche che stabiliranno se l'uomo al momento del delitto fosse sotto l'effetto di qualche sostanza che ne abbia alterato lo stato psicofisico.

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