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Soffocò la moglie malata “per non farla più soffrire”: riconosciute le attenuanti, condannato a 6 anni

Il 74enne Fausto Cioni è stato condannato a 6 anni e due mesi di carcere per l’omicidio della moglie gravemente malata, Laura Amidei. Il marito, costituitosi subito dopo aver compiuto il gesto nel 2021, ha sempre sostenuto di aver soffocato la 67enne per risparmiarle le sofferenze della sua condizione. Il tribunale ha riconosciuto tutte le attenuanti.
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A cura di Eleonora Panseri
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Il 31 aprile 2021 soffocò con un cuscino e uccise la moglie gravemente malata, la 67enne Laura Amidei. Suo marito, Franco Cioni, 74 anni, si costituì subito dopo ai Carabinieri che lo misero agli arresti domiciliari.

A distanza di poco più di due anni, nella mattinata di giovedì 10 novembre, la Corte di assise di Modena lo ha condannato a sei anni e due mesi di carcere. La decisione è stata presa tenendo conto delle attenuanti del risarcimento del danno e dei motivi di particolare valore morale, oltre che quelle generiche.

Nel corso delle molto udienze del processo seguito all'omicidio della donna, il 74enne spiegò infatti di aver deciso di toglierle la vita per mettere fine alle sue sofferenze, rispettando, a detta dell'uomo, quanto avrebbe voluto anche la moglie. Una volontà che tuttavia la compagna non avrebbe avuto modo di esprimere, proprio a causa della sua condizione fisica.

Durante l'ultima udienza del dibattimento dello scorso settembre, anche la pubblica accusa aveva chiesto per l'uomo la pena minima, ma trattandosi di un omicidio aggravato per il quale era scattato il Codice Rosso, le attenuanti generiche non avrebbero potuto prevalere sulle aggravanti, come si legge su Today.it. Ma proprio il 30 ottobre scorso la Corte Costituzionale si è espressa su un caso simile, confermando ciò che l'avvocato Simone Bonfante, difensore di Cioni, aveva sempre sostenuto. Ovvero, che il divieto di prevalenza delle attenuanti generiche sulle aggravanti, in un caso del genere, fosse incostituzionale.

"Credo sia una sentenza che rende giustizia, è un caso molto particolare e la Corte ne ha colto tutte le sfumature. Come il fatto che il mio assistito avesse a cuore il bene di sua moglie e abbia agito per non vederla più soffrire", ha detto il legale. "Il suo comportamento è sempre stato quello di una persona rispettosa, specchiata, era giusto che venisse tenuto in considerazione. Poi certamente si trattò di un gesto violento", ha aggiunto.

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