Si suicida l’uomo che fece esplodere la sua casa per protesta contro uno sfratto

A cura di D. F.
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Mario Vignoli era conosciuto anche per le sue proteste contro il Vaticano. Si è tolto la vita in carcere, dove era rinchiuso da 13 mesi con l’accusa di tentata strage.

Si è tolto la vita impiccandosi nelle sua cella del carcere di Cremona Mario Vignoli, 66 anni, "ribattezzato" l'Eretico per la sua vena polemica che manifestava con proteste e costumi pittoreschi. Era noto a livello nazionale per le sue incursioni nelle chiese e, in particolare, per quella in piazza Duomo a Milano durante la visita di papa Ratzinger. Era stato incarcerato nel giugno del 2012: dopo aver ricevuto un avviso di sfratto, l'uomo aveva aperto la bombola del gas nella sua abitazione e poi acceso un fiammifero. L'esplosione – tuttavia – aveva causato solo il ferimento di un carabiniere all'esterno della casa. L'esito non drammatico del suo gesto gli era comunque valso un'accusa di "tentata strage". Incarcerato, aveva cambiato tre istituti di pena ed era ancora in attesa di un processo. Si è suicidato questa mattina nella sua cella. Un amico pochi mesi fa dichiarò: "È disperato ma non è un criminale. Aveva bisogno di aiuto, ma non l’ha trovato da nessuna parte".

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