Da giorni non si fa altro che parlare degli scrutini di fine anno scolastico. A giugno, come hanno confermato a Fanpage.it fonti del Ministero dell'Istruzione, ciascun consiglio di classe deciderà il destino degli studenti sulla base di quanto appreso nel corso dei mesi di lezione, sia in presenza sia in Dad. Ciò significa che chi non ha studiato abbastanza rischia la bocciatura, perché ci sarà una valutazione caso per caso, tenendo ovviamente presente anche eventuali assenze o indisponibilità legate all'emergenza Coronavirus. Sono scoppiate una serie di polemiche, con i sindacati che hanno definito la scelta di bocciare in Dad come "poco lungimirante, estrema e che va ben ponderata". Ma cosa ne pensano i diretti interessati?

A rispondere a questa domanda è un sondaggio effettuato dal portale Skuola.net su 2.500 alunni di scuole medie e superiori. E il risultato è alquanto sorprendente: la maggior parte degli intervistati si mostra, infatti, favorevole al ripristino di una qualche forma di selezione. Anzi, precisamente, quella che emerge è una è una spaccatura pressoché netta. Il 56% di loro (ma alle scuole medie si sale ulteriormente) è d'accordo sul ritorno delle bocciature. A fronteggiarli, a poca distanza (44%), quelli che si oppongono a tale scenario.

Il motivo di questo risultato è presto detto. È soprattutto la valorizzazione dell'impegno l'aspetto che spinge così tanti ragazzi a schierarsi a favore di veri scrutini di fine anno. Per oltre due terzi di loro (68%), infatti, chi aveva voglia di studiare ha continuato a farlo anche durante la difficile convivenza con la Dad e, quindi, non sarebbe giusto se venisse riservato lo stesso trattamento indistintamente a tutti gli studenti. Secondo un altro 16%, "fermare" gli alunni più in difficoltà potrebbe essere quasi un bene, per aiutarli a recuperare le lacune accumulate nell'ultimo anno. Mentre per circa 1 su 10 sarebbe un errore promuovere tutti perché la Dad, quest'anno, non ha inciso così profondamente sul rendimento rispetto ad un anno fa.