Scomparsa Kata a Firenze, indagini verso la chiusura. Avvocato della mamma: “Scopriremo se qualcuno ha mentito”

Si sta andando verso l'archiviazione per il caso di Kata, la bimba di 5 anni scomparsa dall’ex hotel Astor di Firenze che era stato occupato abusivamente da diverse persone e dove la piccola viveva in una stanza con la famiglia. Dopo due anni dalla scomparsa sono scaduti per gli inquirenti i termini delle indagini e si andrà quindi a breve all'archiviazione del fascicolo in cui sono indagati gli zii della bimba, ovvero Abel Argenis Vasquez e Marlon Chicclo. Stando a quanto spiegato a Fanpage.it da fonti investigative le indagini non hanno portato elementi consistenti sui due indagati, iscritti nel registro della Procura perché il giorno della scomparsa della piccola, ovvero il 10 giugno 2023, la madre era al lavoro ed era stata affidata la figlia ai due zii. Nel tempo vennero valutate tutte le piste investigative ma Kata non venne mai trovata: si indagò sugli abusi in ambito familiare, sul traffico di droga e sul racket delle stanze all'ex hotel Astor e sull'ipotesi di scambio di persona. Sia in Italia che in Perù, il paese di cui è originaria la famiglia di Kata.
Adesso tutto verrà archiviato e quando accadrà, l'avvocato della madre di Kata, il legale Giovanni Conticelli, potrà accedere al fascicolo: "Speriamo di avere accesso il prima possibile agli atti della Procura, leggendo le dichiarazioni di chi è stato interrogato verificheremo se qualcuno ha mentito. Sicuramente il dubbio lecito è che ci sia qualcuno che non stia parlando e che sa". Il sospetto infatti è che qualcuno abbia visto e non abbia parlato. Oppure che chi ha visto ha mentito. Di certo è che quello che succedeva all'interno dell’ex hotel Astor di Firenze non era nella legalità.
Lo stabile era stato occupato e venivano chiesti soldi a chi viveva nelle stanze. Stando a quanto ha raccontato la mamma della piccola al programma tv "Chi l'ha visto?" chi gestiva l'occupazione abusiva voleva liberare lo stabile e minacciava le famiglie di andarsene. "Loro non volevano andarsene, anche perché avevano già pagato la stanza 1.500 euro. All'interno però di quell'hotel abusivo avveniva di tutto, compreso un giro di droga. Due persone minacciavano la famiglia di Kata: sono state interrogate dagli investigatori ma mai indagate", ha spiegato a Fanpage.it la criminologa Stefania Sartorini incaricata dalla madre della piccola.
Ora lo stabile è stato venduto a un'azienda che trasformerà gli interni in appartamenti e che poi venderà. La madre di Kata in tv ha spiegato che spesso passa davanti all'edificio per pensare a qualcosa che le è sfuggito.