Morte Daniela Ruggi

Scomparsa Daniela Ruggi, archiviata la posizione dello sceriffo Domenico Lanza: era indagato per sequestro di persona

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Nella foto Domenico Lanza, 67 anni, e Daniela Ruggi
Domenico Lanza era indagato per il sequestro di Daniela Ruggi, la 32enne scomparsa a Montefiorino nel 2024. Ora il fascicolo sul 68enne, già scarcerato dopo l’arresto per detenzione illegale di armi, è stato archiviato. Sui resti della 32enne, trovati nel gennaio 2026 in una torre fatiscente di Vitriola, sono invece iniziati gli accertamenti medico-legali.

È stato archiviato dal gip a Modena il fascicolo per sequestro di persona a carico di Domenico Lanza, lo "sceriffo" di Polinago indagato per la scomparsa di Daniela Ruggi, la 32enne i cui resti sono poi stati trovati all'interno di un'antica torre pericolante di Vitriola. Sui resti sono iniziati gli accertamenti medico legali proprio nella giornata di ieri.

Lanza era uscito dal carcere nel mese di marzo 2025 dopo l'arresto per detenzione illegale di armi da fuoco. L'uomo è rimasto a lungo indagato per la scomparsa della 32enne con problemi psichici. Lanza è stato infatti uno dei pochi "amici" della donna e più volte, prima della sua scomparsa, è stato visto in sua compagnia. Ai media aveva anche mostrato di avere della biancheria della giovane conservata nella sua auto e da lì erano partite le indagini sul suo conto.

Il filone di inchiesta però sembra essersi esaurito, andando in archiviazione. Lo sceriffo 68enne ha sempre negato l'accusa di sequestro di persona, spiegando di non avere notizie di Daniela da quando, nel settembre del 2024, si è allontanata dopo un ingresso in pronto soccorso dovuto a un malore. La 32enne aveva infatti ricevuto in mattinata la visita degli assistenti sociali nella casa fatiscente nella quale aveva deciso di vivere da sola contro il parere dei familiari, in particolare del fratello.

I resti di Daniela Ruggi sono stati rinvenuti poco lontano dalla sua abitazione nel gennaio 2026. Una zona che era stata scandagliata dalle autorità durante le ricerche, senza però che le forze dell'ordine si avvicinassero mai alla torre pericolante dove poi è stato trovato il teschio di Daniela. Nello stesso luogo è stato rinvenuto anche il cellulare, ritenuto cruciale per comprendere cosa sia accaduto nelle ultime ore di vita di Daniela. Chi indaga sul decesso ha concentrato le attenzioni sulle telefonate in uscita: due delle delle ultime 4 chiamate sono state a un uomo residente a Montefiorino, sentito subito dopo la scomparsa e poco prima del ritrovamento dei resti.

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