I benzinai italiani hanno annunciato uno sciopero nazionale contro la Manovra dalle 6 di mercoledì 6 alle 6 di venerdì 8 novembre. Saranno 48 ore di passione per gli automobilisti che dovranno fare i conti con la protesta promossa dai gestori degli impianti stradali e autostradali di distribuzione carburanti, e cioè Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio, contro il Governo, accusato di gravare la categoria con "adempimenti inutili e cervellotici" e un carico fiscale eccessivo. In particolare, al centro del loro malcontento ci sarebbero alcune misure come la fatturazione elettronica, i registratori di cassa telematici "anche per fatturati di 2mila l'anno" e la rimodulazione dell'Indice Sintetico di Affidabilità (Isa) "irraggiungibile per i gestori", previsti dal Dl fiscale. Ancora, l'introduzione di Documenti di Trasporto (Das) e le modalità di Registrazione giornaliera in formato elettronico, l'invio dei corrispettivi giornalieri in formato elettronico fino al gravame fiscale e contributivo per i Gestori che non ricevono, in tempo, da Fornitori e Agenzia delle Entrate i documenti necessari per la loro contabilità.

Le associazioni di categoria hanno spiegato in una nota che i nuovi adempimenti previsti dall'Esecutivo guidato da Giuseppe Conte duplicano quelli esistenti "e non hanno alcuna valenza sulla lotta all’illegalità o all’infedeltà fiscale: si trasformano i gestori in controllori dell’intera filiera con responsabilità (anche penali) che non sono connesse con la loro attività. La protesta è rivolta anche contro le compagnie petrolifere e alla miriade di soggetti diventati titolari di impianti", accusati di non rispettare i contratti in essere e di opporsi al rinnovo degli accordi economici scaduti da tempo, "negando persino il riconoscimento dei maggiori costi di gestione scaricati in capo ai gestori". L'interruzione del servizio riguarderà tutte le pompe stradali e autostradali d'Italia, per cui si preannunciano due giorni di disservizi per gli automobilisti.