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17 Luglio 2022
13:05

Sciopero aerei, oggi stop controllori, Ryanair, EasyJet e Volotea: cosa fare se il volo è cancellato

Dalle 14 di oggi, domenica 17 luglio, al via lo sciopero di 4 ore dei controllori Enav e del personale delle compagnie low cost, da Ryanair a EasyJet e Volotea, insieme a Malta Air e Crewlink. Centinaia i voli cancellati: ecco cosa fare.
A cura di Ida Artiaco
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Giornata di passione per chi deve viaggiare in aereo. Dalle ore 14 di oggi, domenica 17 luglio, si fermano per 4 ore fino alle 18 i controllori Enav e il personale delle compagnie low cost, da Ryanair a EasyJet e Volotea, insieme a Malta Air e Crewlink. Lo stop era stato annunciato per l'intera giornata prima dell'intervento del Garante. Ciò significa disagi per tutti i passeggeri.

Disagi per i passeggeri

Si calcola, infatti, che, a causa dello stop, venga cancellato un volo su quattro, circa 400 tratte. Il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, nei giorni antecedenti l'agitazione aveva invocato la precettazione e indicato la stima di 600 voli cancellati e 100mila passeggeri potenzialmente colpiti da disagi.

Solo Ita Airways ha proceduto alla cancellazione di 122 voli, sia nazionali che internazionali, pubblicando sul suo sito la lista delle tratte soppresse. La compagnia ha fatto sapere attraverso il suo portale di avere attivato un piano straordinario per limitare i disagi dei passeggeri, riprenotando sui primi voli disponibili il maggior numero possibile di viaggiatori coinvolti nelle cancellazioni: il 50% riuscirà a volare oggi.

I motivi dello sciopero

"Ci auguriamo di avere al più presto risposte concrete per assicurare alle lavoratrici e ai lavoratori condizioni di lavoro dignitose, così da poter evitare ulteriori disagi ai passeggeri in questo periodo estivo", sottolineano le organizzazioni sindacali Filt Cgil e Uiltrasporti in un comunicato, nel quale ricordano che i lavoratori "rivendicano condizioni contrattuali e salariali in linea con il contratto nazionale del trasporto aereo ed inoltre acqua e cibo per gli equipaggi, spesso impossibilitati a scendere dall'aereo anche per 14 ore consecutive e la cancellazione dei tagli ai salari introdotti per fronteggiare un periodo di crisi non più attuale".

Cosa fare se il volo è stato cancellato

Secondo la stessa commissaria Ue alla concorrenza e vicepresidente dell'esecutivo comunitario, Margrethe Vestager, "è davvero difficile trovare qualcuno che non sia interessato da cancellazioni o perdita di bagagli o altro. E la cosa confortante al riguardo è che almeno in Europa esistono regole chiare da tempo su come una compagnia aerea dovrebbe compensarti. Penso che abbiamo una hotline in ogni lingua dove puoi consultare per conoscere i tuoi diritti e le compagnie aeree".

Il regolamento europeo di riferimento è il numero 261: se la compagnia è basata nell'Ue, il passeggero vittima di un viaggio annullato ha diritto ad essere riaccomodato su un altro volo (non necessariamente della stessa compagnia) e può anche chiedere il risarcimento (oltre al rimborso del biglietto) se l'avviso di cancellazione è avvenuto meno di due settimane prima del decollo.

Il risarcimento dipende dalla distanza: 250 euro, a passeggero, per voli fino a 1.500 chilometri, 400 euro per i voli oltre 1.500 chilometri dentro l'Ue e quelli compresi tra 1.501 e 3.500 chilometri, 600 euro per i viaggi oltre i 3.500 chilometri. Inoltre, pasti e bevande in aeroporto sono garantiti in caso di partenze ritardate di almeno 2 ore per tratte entro 1.500 chilometri, 3 ore per le più lunghe. In caso sia necessario aspettare l’indomani, la compagnia pagherà albergo e trasferimento allo scalo.

In favore degli utenti danneggiati dallo sciopero del settore aereo il Codacons ha attivato una piattaforma volta ad aiutare i cittadini nella gestione delle pratiche di rimborso e risarcimento.

"Ricordiamo che anche in caso di sciopero le compagnie aeree sono tenute a riconoscere ai passeggeri che si vedono cancellato il volo l'assistenza e l'indennizzo previsti dal regolamento europeo 261/04 – spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi -. Chi non riuscirà a raggiungere le mete di villeggiatura a causa dello sciopero odierno ha diritto inoltre a chiedere ad agenzie di viaggio, tour operator e strutture ricettive il rimborso integrale di quanto pagato per i servizi non goduti, sulla base del principio della ‘causa di forza maggiore' e delle norme del codice civile, e potrà agire contro le compagnie aeree
chiedendo anche il danno morale da ‘vacanza rovinata' fino a 5mila euro a viaggiatore".

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