Quattro persone sono state arrestate le scorse ore per aver aiutato Giuseppe Mastini, meglio conosciuto come Johnny lo Zingaro ad evadere. Tra di loro c'è anche la compagna dell'uomo, Giovanna Truzzi, 61 anni: per lei e per gli altri 3 sassaresi fermati l'accusa è di procurata evasione. Lo scorso 15 settembre, infatti, Johnny lo Zingaro era stato rintracciato dalla polizia dopo essere scappato dal carcere di Sassari, dove stava scontando la pena dell'ergastolo, al termine di un permesso premio di 10 giorni concessogli dal magistrato di sorveglianza. La latitanza dell'uomo era durata appena 10 giorni. Mastini si era rifugiato nell'immediata periferia di Sassari, in un'abitazione in una zona rurale risultata essere di proprietà e nella totale disponibilità di un altro uomo che è stato arrestato per favoreggiamento personale contestualmente all'arresto di Mastini.

"La fuga è sempre per amore" avrebbe detto Lo Zingaro agli agenti dopo la cattura. Nella casa dove è stato arrestato, però, la compagna non c'era. La donna non sarebbe nemmeno in Sardegna, ma avrebbe avuto contatti con lui solo al telefono. Rinchiuso da luglio del 2017 nel carcere di massima sicurezza di Sassari, dopo essere già evaso il 30 giugno del 2017 dal penitenziario di Fossano, a pochi passi da Cuneo, aveva sfruttato un permesso per uscire dal carcere e non tornare più in cella. "Era il dodicesimo permesso premio dal 2019, era qui da dieci giorni, ha passato la notte con la compagna, alle 11 è andato in Questura per firmare, le ha detto che sarebbe andato in carcere ma non è più rientrato" aveva raccontato Don Gaetano Galia, cappellano del carcere di Sassari e gestore della casa famiglia “Don Giovanni Muntoni”, l’ultimo posto in cui era stato visto Johnny lo zingaro prima della fuga lo scorso 6 settembre. Per la sua cattura erano state mobilitate tutte le forze dell'ordine su tutto il territorio nazionale ma Mastini non si era allontanato dall'Isola.

Dopo un incessante e continuo lavoro di "intelligence" finalizzato all'individuazione delle persone che a vario titolo avevano avuto rapporti con l'evaso, sulla base delle risultanze investigative acquisite dalla Squadra Mobile di Sassari, in collaborazione con quella di Cagliari, e dal Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, su richiesta della Procura di Sassari, che ha coordinato le indagini, il gip dello stesso tribunale ha emesso l'ordinanza eseguita oggi.