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Omicidio Saman Abbas

Saman Abbas è cittadina onoraria di Novellara: “Messaggio contro la pratica dei matrimoni forzati”

Il comune di Novellara ha conferito la cittadinanza onoraria a Saman Abbas, la 18enne pakistana scomparsa e poi trovata cadavere proprio nel territorio di Novellara. La sindaca Elena Carletti : “Simbolo di libertà e autodeterminazione. Un messaggio forte e chiaro contro l’inaccettabile violenta pratica dei matrimoni forzati”.
A cura di Ida Artiaco
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Saman Abbas
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Saman Abbas ha ricevuto oggi la cittadinanza onoraria da parte del comune di Novellara. Fu proprio qui che lo scorso anno venne trovato il corpo senza vita della 18enne pakistana, scomparsa ad inizio maggio 2021.

La decisione, presa dal consiglio comunale, è arrivata pochi giorni dopo la sentenza di condanna in primo grado per i genitori della ragazza all'ergastolo e per lo zio Danish Hasnain a 14 anni di carcere.

"Da questa sera – ha detto la sindaca Elena Carletti – Saman è una cittadina di Novellara. Simbolo di libertà e autodeterminazione. Un messaggio forte e chiaro contro l'inaccettabile violenta pratica dei matrimoni forzati". Il consiglio comunale ha anche approvato l'istituzione di un fondo comunale dedicato a Saman Abbas, che unirà risorse pubbliche a private se ce ne saranno, per contrastare la violenza di genere nel territorio, attraverso borse di studi e, formazione degli operatori sul campo.

Anche in questo caso, condivisione bipartisan dai banchi di maggioranza e dall'opposizione del Consiglio prima di un lungo applauso finale al momento del conferimento: "Questo – ha detto la prima cittadina – è il rumore che, dopo il caso di Giulia Cecchettin dovrà esserci sempre. Niente più silenzio, ma rumore e partecipazione".

Lo scorso 9 dicembre sono arrivate le condanne in primo grado per i genitori di Saman all'ergastolo per il suo omicidio, e per lo zio Danish a 14 anni in quanto esecutore materiale del delitto. La mamma Nazia, tutt'ora latitante, e il padre Shabbar sono stati ritenuti mandanti. Assolti, invece, i cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq, di cui è stata ordinata l'immediata liberazione.

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