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Omicidio Saman Abbas

Omicidio Saman Abbas, perché lo zio Danish è stato condannato a 14 anni e i genitori all’ergastolo

Sentenza Saman Abbas, perché lo zio Danish è stato condannato a 14 anni di carcere e i genitori all’ergastolo? La spiegazione a Fanpage.it dell’avvocato Daniele Bocciolini: “Nonostante sia un calcolo ineccepibile tecnicamente, 14 anni per un delitto così atroce sono davvero sproporzionati”.
A cura di Ida Artiaco
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Saman Abbas
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A poco più di un anno dal ritrovamento del cadavere di Saman Abbas nei pressi di un casolare a Novellara, è arrivata ieri la sentenza di condanna per i genitori della 18enne pakistana, scomparsa a maggio del 2021, all'ergastolo e per lo zio Danish Hasnain a 14 anni di carcere. La mamma Nazia, tutt'ora latitante, e il padre Shabbar sono stati ritenuti mandanti dell'omicidio mentre Danish sarebbe stato l'esecutore materiale del delitto. Da qui le diverse pene comminate. Assolti, invece, i cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq, di cui è stata ordinata l'immediata liberazione.

Lo zio di Saman, imputato al processo
Lo zio di Saman, imputato al processo

Nel caso di Danish, in particolare, l'uomo è stato condannato a 14 anni perché sono cadute tutte le aggravanti che avrebbero condotto all'ergastolo. Come ha spiegato a Fanpage.it Daniele Bocciolini, avvocato penalista, esperto in diritto penale minorile e Scienze Forensi, Consigliere Pari Opportunità e Commissione Famiglia e Minori dell'Ordine degli Avvocati di Roma, "proprio per questo motivo ha potuto accedere al rito abbreviato. In più sono state riconosciute le attenuanti generiche per aver collaborato facendo trovare il corpo di Saman".

In altre parole, ha spiegato Bocciolini, la Corte "partendo dalla pena di 28 anni, ha ridotto di un terzo per il riconoscimento delle attenuanti generiche, arrivando a 21 anni, e poi ha ridotto ulteriormente di un terzo a 14 anni per la scelta del rito. Nonostante sia un calcolo ineccepibile tecnicamente, 14 anni per un delitto così atroce sono davvero sproporzionati – ha commentato l'esperto -. Sono dei paradossi che devono essere evitati. È quello che provo a spiegare: lo scollamento tra la realtà processuale e i tanti proclami in tema di violenza sulle donne".

I genitori di Saman all'aeroporto di Malpensa il giorno dopo la scomparsa
I genitori di Saman all'aeroporto di Malpensa il giorno dopo la scomparsa

Per i genitori, invece, è arrivata la condanna all'ergastolo. Mentre il padre Shabbar è in Italia dopo l'estradizione dal Pakistan, dove era stato arrestato lo scorso anno, la mamma Nazia è ancora latitante. La donna, subito dopo la scomparsa di Saman, era volata a Islamabad insieme al marito, poi se ne sono perse le tracce. Se cambia qualcosa per lei dopo la sentenza di ieri? "Purtroppo no, è paragonata ad un’evasa. Le ricerche devono continuare, si devono rinnovare", ha concluso l'avvocato Bocciolini.

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