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Rossella Cominotti uccisa dal marito nella camera d’albergo, i Ris: “La lettera di addio è autentica”

Sarebbe stata scritta proprio da Rossella Cominotti la lettera trovata nella stanza d’albergo di Mattarana il 6 dicembre del 2023. Nella missiva, la donna ribadiva di volersi togliere la vita insieme al marito Alfredo Zenucchi, che le ha tagliato gola e polsi. L’uomo non è poi riuscito ad uccidersi.
A cura di Gabriella Mazzeo
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La lettera di addio trovata nella camera d'albergo di Mattarana è stata scritta proprio da Rossella Cominotti: a decretarlo è l'accertamento calligrafico effettuato dai carabinieri dopo il ritrovamento del corpo della 53enne che gestiva un edicola a Cremona insieme al marito, Alfredo Zenucchi, in carcere con l'accusa di omicidio volontario.

L'esito della perizia, secondo Il Secolo XIX, cambia definitivamente le carte in tavola: dall'addio scritto da Cominotti, risulta confermata la versione del marito, che aveva raccontato agli inquirenti di aver ucciso la moglie su sua richiesta con l'intenzione di togliersi la vita poco dopo. L'uomo, che è stato arrestato, non avrebbe avuto il coraggio di portare a termine il piano. L'accusa potrebbe quindi passare da "omicidio volontario" a "omicidio del consenziente". Gli esperti del Ris di Parma hanno confermato quanto ipotizzato dai colleghi del nucleo investigativo della Spezia, che avevano vagliato numerosi scritti della vittima sequestrati durante le perquisizioni domiciliari.

Le verifiche del Ris avvalorano le dichiarazione di Zenucchi, che con la moglie aveva deciso di togliersi la vita nella stanza d'albergo. I due avevano scelto di uccidersi con un rasoio, recidendosi gola e polsi. L'ex edicolante, dopo aver ucciso la consorte non era però riuscito a farla finita nello stesso modo e aveva iniziato a vagare in auto senza una meta.

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"Ho provato a tagliarmi, sul collo e sulle braccia, ma non sono morto", aveva detto Zenucchi ai carabinieri che lo avevano fermato quando ormai era in Lunigiana. Se l'accusa dovesse essere derubricata a omicidio del consenziente, Zenucchi rischierebbe una pena molto più bassa (il reato prevede fino a 15 anni di carcere). Il passaggio non è però automatico: dopo l'accertamento sull'autenticità della lettera, bisognerà escludere che la donna avesse cambiato idea il giorno del delitto poiché la missiva era datata 28 novembre e Rossella è stata uccisa il 6 dicembre del 2023.

Secondo fonti investigative citate dal quotidiano, sul corpo della vittima non sono emersi segni di violenza che possano aver fatto pensare a una resistenza, ma è altrettanto vero che nella stanza erano stati consumati stupefacenti quali eroina, che potrebbero aver alterato le condizioni psicofisiche dell'ex edicolante.  Il lavoro di Procura e carabinieri quindi prosegue nel riserbo più assoluto.

"Ci amavamo, ma eravamo stanchi" aveva confessato Zenucchi durante l'interrogatorio. L'uomo aveva raccontato di aver ucciso la moglie il 6 dicembre e di averla vegliata per 36 ore, poi si era allontanato dall'albergo con l'auto della donna, vagando per 4 ore tra Liguria e Toscana. Zenucchi era stato condannato tempo addietro per minaccia con coltello e violazione di domicilio a danno della sorella. L'episodio risale al 2013, quando l'uomo stava cercando di curare una dipendenza da stupefacenti.

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