Il decretone su reddito di cittadinanza e quota 100, attualmente all’esame dell’Aula della Camera dei deputati, prevede anche importanti modifiche per il riscatto della laurea agevolato. Lo sconto introdotto dal governo non sarà solo per gli under 45, ma per tutti coloro i quali non abbiano versato contributi prima del 1996, indipendentemente dall'età. Le modifiche in commissioni Affari sociali e Lavoro alla Camera estendono, dunque, la possibilità di riscatto della laurea agevolato. Rimane, comunque, l’obbligo per i contribuenti di essere “privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995”. Negli scorsi giorni l’Inps ha pubblicato una circolare con la quale ha comunicato che era possibile inoltrare le domande per il riscatto a prezzo ridotto sia del titolo di studio che dei buchi contributivi – entrambi per un massimo di cinque anni – come per esempio i casi di aspettativa non retribuita o di anni di contributi non versati per carriere discontinue.

La circolare dell’Inps spiega spiega cosa cambia per i periodi non coperti da contribuzione: si prevede “una diversa modalità di calcolo dell'onere di riscatto dei periodi di studi universitari, da valutare nel sistema contributivo”. Sulla base dei calcoli effettuati da diversi istituti, per riscattare ogni anno di studio universitario (o di buco contributivo) serviranno tra i 5.200 e i 5.400 euro. Per un massimo di anni uguale a quello della durata legale del corso. E comunque non oltre i cinque: ovviamente sono massimo tre per chi ha conseguito la triennale, cinque per chi ha anche la specializzazione (o una laurea di cinque anni). Non possono essere riscattati anni successivi al 29 gennaio 2019, data di entrata in vigore del decreto.

Il riscatto vale sia per il conteggio degli anni ai fini del ritiro dal lavoro, sia per il ricalcolo dell’assegno. I periodi oggetto del riscatto verranno conteggiati sulla base del sistema contributivo. Chi vuole usufruire di questa possibilità, quindi, può riscattare gli anni universitari o i buchi contributivi pagando la quota agevolata. In un’unica soluzione o a rate, per un massimo di 60 rate mensili non al di sotto dei 30 euro ciascuna. Senza alcun interesse in caso di rateizzazione.

Come presentare domanda per il riscatto della laurea

La domanda si può presentare nel triennio 2019-2021, come ricorda l’istituto di previdenza. A inoltrarla può essere il diretto interessato o un suo superstite o, ancora, un parente entro il secondo grado. Per il settore privato, la domanda può essere presentata anche dal datore di lavoro per conto del suo dipendente. La domanda si presenta per via telematica: attraverso i servizi online dedicati a cui si può accedere tramite Pin dispositivo o tramite Spid dal sito internet dell’Inps (bisogna andare alla pagina ‘Prestazioni e servizi’, poi su ‘Tutti i servizi’ e poi scegliere ‘Riscatto di periodi contributivi' per i privati e ‘Gestione dipendenti pubblici: servizi per Lavoratori e Pensionati' per i dipendenti pubblici). Si può anche utilizzare il Contact center multicanale, chiamando da rete fissa il numero gratuito 803 164 o da cellulare il numero 06 164164. O, ancora, attraverso patronati e intermediari dell’istituto.