Ricoverati 25 bambini dopo il bagno al mare: hanno vomito e febbre, erano vicino allo scarico del depuratore
Fanno il bagno al mare e poco dopo iniziano a sentirsi male. È la disavventura capitata a 25 bambini in vacanza a Mandatoriccio, in provincia di Cosenza. Tra i sintomi accusati dai piccoli ci sono vomito, diarrea e febbre.
La causa sarebbe da ricercarsi in un malfunzionamento del depuratore che scarica nelle acque comunali. Per questo sarebbe stata emanata un'ordinanza con divieto di balneazione in prossimità della foce del fiume Armirò, dove scarica l'impianto.
I piccoli colpiti dal malore hanno un'età compresa tra i 2 e i 17 anni e sono stati tutti trasportati in ospedale, dove sono costantemente monitorati.
Il vicesindaco: "Probabile malfunzionamento depuratore"
Secondo il vicesindaco di Mandatoriccio, Francesco Pugliese, tra le possibili cause ci sarebbe "un problema al depuratore della zona", spiega all'Adnkronos. Proprio per questo, il Comune aveva emanato un'ordinanza volta a interdire la balneazione per 150 metri a destra e 150 metri a sinistra della foce del fiume Armirò, dove si trova lo scarico dell'impianto.
Proprio in questa zona, però, i piccoli avrebbero effettuato il bagno in mare, probabilmente inconsapevoli dell'ordinanza. Tuttavia quella del malfunzionamento del depuratore rappresenta una delle ipotesi sul tavolo, come specifica lo stesso Pugliese: "Non possiamo escludere altre ipotesi". A fare chiarezza si attende l'esito delle analisi degli ospedali calabresi in cui si trovano i ragazzini colpiti.
Il trasporto in ospedale: come stanno adesso i bambini
I 25 piccoli vengono dalle province di Latina, Napoli, Avellino e Lecce, e si trovavano nel Cosentino in vacanza, alloggiati con le rispettive famiglie negli alberghi e case vacanze della zona.
Anche se i sintomi sono stati gli stessi per tutti, la gravità di questi è molto variabile. Dipende dall'età e dallo stato di salute pregresso della piccola vittima, a essere colpiti sono stati infatti bimbi di appena 2 anni e ragazzini di 17.
Alcuni dopo qualche ora di osservazione negli ospedali di Corigliano-Rossano e Crotone sono stati dimessi, altri risultano ancora affidati alle cure dei medici.