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Esami di Maturità 2026

Quintiliano alla Maturità 2026 con brano dall’Institutio Oratoria per latino al Classico: traccia e traduzione

Quintiliano è l’autore uscito per la traccia di latino alla seconda prova della Maturità 2026 al liceo Classico. Il brano della versione è tratto dall’opera “Institutio Oratoria”: il brano completo e la traduzione.
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È di Marco Fabio Quintiliano la versione di latino scelta dal MIM per la seconda prova scritta della Maturità 2026. È la terza volta che esce un brano di questo autore all'esame, l'ultima risale al 2013. Gli studenti dovranno vedersela con la traduzione di un testo tratto dall'opera Institutio Oratoria e verte sulla musica come fondamento della formazione del perfetto oratore. Hanno 4 ore di tempo per terminare la prova, cominciata come sempre alle 08.30. La seconda prova d'indirizzo, così come la prima e il colloquio orale, vale un massimo di 20 punti per il voto finale.

Tutti gli aggiornamenti in diretta sulla Seconda Prova alla Maturità 2026 su questa pagina.

Chi è Quintiliano e di cosa parla il brano tratto dall'Institutio Oratoria alla versione di latino

Marco Fabio Quintiliano è stato un oratore romano e maestro di retorica. Nacque attorno al 35 d.C. Fra i suoi numerosi allievi, ebbe Plinio il Giovane e, forse, anche Tacito. Domiziano lo incaricò nel 94 dell'educazione dei suoi nipoti, cosa che gli valse gli ornamenta consularia, ovvero il titolo di console. Morì nel 96 d.C. a Roma, nello stesso anno in cui Domiziano venne ucciso in una congiura.

Il brano proposto oggi per la seconda prova scritta gli studenti del liceo classico è tratto dal I libro dell'Institutio oratoria, opera considerata il capolavoro dell'autore e che rappresenta una delle più mature riflessioni pedagogiche dell'antichità. Il suo scopo è  fungere da manuale per coloro che vogliano impegnarsi nell'ars oratoria, oltre ad essere un vero e proprio trattato ricco di insegnamenti pedagogici e suggerimenti didattici, emulazione del De oratore di Cicerone, considerato da Quintiliano modello ideale di oratore e di trattatistica retorica.

In questo passo in particolare Quintiliano affronta il tema della musica come fondamento della formazione del perfetto oratore. Agli studenti viene chiesta la comprensione e l'interpretazione del testo, l'analisi linguistica e stilistica, l'approfondimento e riflessioni personali.

Il testo della traccia alla seconda prova per il liceo classico

Ecco, di seguito, il testo della versione di Quintiliano scelta dal MIM come traccia della seconda prova scritta alla Maturità 2026 al liceo Classico:

"Nam Plato cum in aliis quibusdam tum praecipue in Timaeo ne intellegi quidem nisi ab iis qui hanc quoque partem disciplinae diligenter perceperint potest. De philosophis loquor, quorum fons ipse Socrates iam senex institui lyra non erubescebat? duces maximos et fidibús et tibiis cecinisse traditum, exercitus Lacedaemoniorum musicis accensos modis. Quid autem aliud in nostris legionibus cornua ac tubae faciunt? Quorum concentus quanto est vehementior, tantum Romana in bellis gloria ceteris praestat. Non igitur frustra Plato civili viro, quem politikon vocat, necessariam musicen credidit, et eius sectae, quae aliis severissima, allis asperrima videtur, principes in hac fuere sententia, ut existimarent sapientium aliquos nonnullam operam his studiis accommodaturos, et Lycurgus, durissimarum Lacedaemoniis legum auctor, musices disciplinam probavit. Atque eam natura ipsa videtur ad tolerandos facilius labores velut muneri nobis dedisse, si quidem et remigem cantus hortatur; nec solum in iis operibus in quibus plurium conatus praeeunte aliqua iucunda voce conspirat, sed etiam singulorum fatigatio quamlibet se rudi modulatione solatur".

SECONDA PARTE: tre quesiti, a risposta aperta, relativi alla comprensione e interpretazione del brano, all’analisi linguistica, stilistica ed eventualmente retorica, all’approfondimento e alla riflessione personale. Il limite massimo di estensione è di 10/12 righe di foglio protocollo. Il candidato può altresì rispondere con uno scritto unitario, autonomamente organizzato nella forma del commento al testo, purché siano contenute al suo interno le risposte ai quesiti richiesti, non superando le 30/36 righe di foglio protocollo.

Comprensione / interpretazione

Si illustri il contenuto del brano, mettendo in luce la tesi sostenuta dall’autore circa il valore della musica e illustrando gli argomenti e gli esempi attraverso i quali esso viene dimostrato.

Analisi linguistica e/o stilistica

Si analizzino le scelte lessicali e sintattiche operate dall’autore, soffermandosi sul campo semantico della musica e della vita civile, sul lessico filosofico e tecnico impiegato.

Approfondimento e riflessioni personali

A partire dal brano proposto e alla luce del proprio percorso di letture e di esperienze personali si rifletta sul ruolo della musica nella società antica ed in quella contemporanea.

Il brano di Quinitiliano tradotto da Gemini

"Infatti Platone, come in certi altri passi, così specialmente nel Timeo, non può essere compreso nemmeno da coloro che non abbiano appreso con diligenza anche questa parte della disciplina [la musica]. E parlo forse di filosofi, la cui stessa fonte, Socrate, ormai vecchio, non si vergognava di imparare a suonare la lira? Si tramanda che grandissimi condottieri abbiano cantato accompagnandosi con la cetra e con i flauti, e che gli eserciti dei Lacedemoni [gli Spartani] fossero infiammati dai ritmi musicali. Che cos'altro fanno, d'altronde, i corni e le tube nelle nostre legioni? E quanto più il loro suono all'unisono è impetuoso, tanto più la gloria romana eccelle sugli altri in guerra.

Non invano, dunque, Platone ritenne la musica necessaria all'uomo di Stato, che egli chiama politikòs; e i massimi esponenti di quella scuola [lo stoicismo], che ad alcuni sembra la più severa e ad altri la più rigida, furono di questo parere, ritenendo che alcuni sapienti avrebbero dedicato non poco impegno a questi studi; e persino Licurgo, autore delle severissime leggi per gli Spartani, approvò la disciplina della musica.

Inoltre, la natura stessa sembra averci fatto dono della musica per sopportare più facilmente le fatiche, se è vero che il canto incoraggia persino il vogatore; e ciò non accade solo in quei lavori in cui lo sforzo di molti si unisce seguendo una qualche voce piacevole che fa da guida, ma anche la fatica dei singoli si consola con una melodia, per quanto rozza essa sia".

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