“Questa decisione rappresenta per noi l’ennesima violenza”: la rabbia dei pendolari dopo lo stop al carnet Smart
Fanpage.it raccoglie testimonianze di pendolari e viaggiatori che utilizzavano i Carnet Smart e che saranno interessati dalla decisione di Trenitalia. Chi vuole raccontare la propria esperienza, spiegare quanto cambieranno i costi dei propri spostamenti o segnalare le difficoltà incontrate può scrivere a segnalazioni@fanpage.it.
“Da due anni utilizzo il carnet Smart Frecciarossa per recarmi a Milano, sono una specializzanda di medicina e non posso permettermi un affitto a Milano, viaggio per 3 volte a settimana e il carnet mi rende sostenibile lo spostamento. Ora per me sarà una spesa enorme convertirlo in Italo o in abbonamento o sarò costretta a utilizzare i regionali raddoppiando il tempo di viaggio che a oggi è già di due ore a tratta da casa a lavoro”. È questa solo una delle testimonianze arrivate a Fanpage.it all’indomani dell’annuncio di Trenitalia di eliminare da novembre il carnet Smart introdotto dopo la pandemia “per rispondere – si legge in una nota – alle necessità di chi, anche per effetto della diffusione del lavoro agile, aveva ridotto la frequenza degli spostamenti e non utilizzava più l’abbonamento con la stessa regolarità”.
Una decisione che sta scatenando molte polemiche tra chi è abituato a usare i treni, ma anche dal mondo della politica c’è chi chiede all’azienda di rivedere questa decisione che penalizza i lavoratori. “Con il carnet Smart sparisce l'unico strumento costruito su misura per chi lavora in parte da casa e prende il treno una o due volte a settimana”, così ad esempio Sergio Costa, deputato del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della Camera, che sottolinea come questo tra l’altro accade nei giorni in cui le piazze si riempiono di persone che protestano contro il caro vita.
“L’eliminazione dei carnet di viaggio rappresenta l’ennesima violenza, l’ennesimo sopruso per costringere chi, come la sottoscritta, lavora a Roma e deve recarsi in sede solo due volte a settimana, a sottoscrivere un abbonamento mensile a prezzo pieno”, ci scrive tra gli altri Chiara, che parla di una scelta di una “gravità inaudita” dato che costringe le persone a pagare anche nei giorni in cui non viaggiano. Come altri che hanno scritto a Fanpage, lei vive in Campania e usa il treno per raggiungere la capitale. “È una misura vessatoria, antisociale, che colpisce proprio i lavoratori più fragili”, dice Chiara sottolineando tra l’altro gli altri problemi con cui spesso deve fare i conti viaggiando da una città all’altra. A partire dai disservizi e ritardi: “I disservizi per noi pendolari sono una vera e propria violenza quotidiana, un logoramento fisico e psicologico insostenibile. Paghiamo e pagheremo ancora di più per un servizio pubblico essenziale e riceviamo in cambio umiliazione e precarietà”.