Trenitalia cancella i Carnet Smart dal 1° novembre: perché protestano pendolari e lavoratori

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Dal 1° novembre Trenitalia cancella i Carnet Smart per Frecciarossa e Frecciargento, pacchetti da 10 viaggi in 30 giorni utilizzati anche da lavoratori e pendolari. L’azienda parla di “mutate esigenze di mobilità” e della necessità di contrastare le “prenotazioni non utilizzate”, ma la decisione ha sollevato polemiche. Italia Viva contesta la scelta: “Il traffico ferroviario è ormai un’odissea quotidiana e i tabelloni segnano solo ritardi, eppure la risposta è togliere le tariffe agevolate”. Annunciata un’interrogazione al ministro Salvini.

Fanpage.it raccoglie testimonianze di pendolari e viaggiatori che utilizzavano i Carnet Smart e che saranno interessati dalla decisione di Trenitalia. Chi vuole raccontare la propria esperienza, spiegare quanto cambieranno i costi dei propri spostamenti o segnalare le difficoltà incontrate può scrivere a segnalazioni@fanpage.it.

Dal 1° novembre 2026 Trenitalia non venderà più i Carnet Smart per i treni Frecciarossa e Frecciargento, i pacchetti da 10 viaggi da utilizzare nell'arco di 30 giorni, dal lunedì al venerdì. Una formula utilizzata soprattutto da lavoratori e pendolari che si spostano in treno più volte al mese, ma non tutti i giorni, e che rischiano ora di dover spendere molto di più per raggiungere il posto di lavoro.

La decisione ha suscitato prima proteste tra i viaggiatori, poi polemiche politiche. Trenitalia, da parte sua, giustifica la scelta con il cambiamento delle abitudini di mobilità e la necessità di evitare che le prenotazioni non utilizzate sottraggano posti agli altri passeggeri.

Perché Trenitalia elimina i Carnet Smart

Nella nota diffusa il 19 ottobre, Trenitalia spiega che il superamento del prodotto è legato alle "mutate esigenze di mobilità dei clienti" e a un utilizzo più efficiente dei posti disponibili sui treni. L'azienda ricorda che il Carnet Smart era stato introdotto nel periodo successivo alla pandemia, quando la diffusione del lavoro agile aveva ridotto la frequenza degli spostamenti e reso meno conveniente l'abbonamento tradizionale per una parte dei viaggiatori.

La motivazione più concreta riguarda però le prenotazioni non utilizzate. Secondo Trenitalia, i posti riservati dagli abbonati che poi non salgono a bordo possono sottrarre disponibilità agli altri passeggeri. Da novembre entrerà quindi in vigore un nuovo sistema per gli abbonamenti mensili all'Alta Velocità: la quota fissa scenderà di 80 euro, mentre ogni viaggio prenotato costerà 2 euro. La spesa complessiva dipenderà così dal numero di prenotazioni effettuate. In caso di annullamento prima della partenza, il costo della prenotazione sarà rimborsato se il viaggio non verrà effettuato.

Il nuovo sistema riguarda quindi gli abbonamenti mensili e non sostituisce il Carnet Smart, che permetteva di acquistare 10 viaggi da utilizzare nell'arco di 30 giorni. Per chi prende il treno soltanto alcuni giorni al mese, il punto è capire se le alternative disponibili consentiranno di mantenere una spesa sostenibile. In sintesi, la spiegazione dell'azienda chiarisce le ragioni commerciali della scelta, ma non risponde da sola alla domanda su quanto finiranno per pagare gli utenti che utilizzavano il carnet.

La protesta politica: "Una mazzata per lavoratori e famiglie"

Non è un caso se la questione della cancellazione è arrivata anche in Parlamento. Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva al Senato, e il senatore Ivan Scalfarotto hanno annunciato un'interrogazione al ministro dei Trasporti Matteo Salvini, contestando la decisione di Trenitalia. "Il traffico ferroviario è ormai un'odissea quotidiana e i tabelloni segnano solo ritardi, eppure la risposta è togliere le tariffe agevolate", hanno dichiarato. Per i due esponenti di Italia Viva, la soppressione dei carnet rappresenta "una mazzata clamorosa per migliaia di lavoratori e famiglie".

Nel mirino c'è soprattutto il rischio che chi si sposta per lavoro alcuni giorni al mese debba affrontare una spesa molto più alta. "Chi si sposta per motivi professionali non può essere costretto a quadruplicare la spesa con abbonamenti mensili da oltre 400 euro o a pagare i viaggi a tariffa piena", sostengono Paita e Scalfarotto, che chiamano direttamente in causa il ministro: "Salvini intende sanare immediatamente questa profonda ingiustizia a tutela dei lavoratori o preferisce continuare a ignorare il caos che regna quotidianamente sui binari?". I due senatori hanno annunciato che presenteranno un'interrogazione parlamentare.

Critiche anche da Marco Grimaldi, di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha contestato la soppressione del prodotto e chiesto il ripristino dei carnet. Grimaldi ha definito la scelta una "mossa classista", sostenendo che il cambiamento rischia di penalizzare chi non può permettersi un abbonamento mensile e chi non viaggia con la stessa frequenza ogni settimana. Nella sua presa di posizione ha richiamato in particolare le esigenze di studenti, precari e lavoratori fuori sede.

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