Napoli-Roma, stop ai carnet Smart di Trenitalia: Ilaria passa da 300 a 440 euro, Sergio rischia il doppio

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Ilaria e Sergio fanno la tratta Napoli-Roma per lavoro e hanno scritto a Fanpage: senza i pacchetti da 10 viaggi, la spesa mensile cresce in modo pesante.

Fanpage.it raccoglie le testimonianze di pendolari e viaggiatori che usavano i Carnet Smart e che saranno colpiti dalla decisione di Trenitalia di cancellarli dalle loro offerte. Chi vuole raccontare la propria esperienza può scrivere a segnalazioni@fanpage.it o usare questo form.

La sveglia di Ilaria suona alle 5:20. Alle 6:40 o alle 7 prende il treno, alle 8:30 è in ufficio a Roma, la sera è di nuovo a casa a Napoli alle 20. Lo fa tre giorni a settimana, da quando ha lasciato la casa in affitto nella Capitale. Dal 1° novembre farlo le costerà molto di più. Ilaria ha 28 anni, vive a Napoli e lavora da quasi due anni per una grande azienda con sede a Roma. Nel primo periodo da neoassunta viveva in affitto nella Capitale. Dopo circa un anno, con l'aumento delle spese, ha dovuto lasciare casa e tornare dai genitori, iniziando a fare la pendolare. Gli altri due giorni lavora in smart working.

Per questo i carnet smart da 10 viaggi di Trenitalia che costano 139 euro, erano la soluzione giusta. Ne comprava due per coprire il mese, più un terzo per la settimana a cavallo tra un mese e l'altro: circa 300 euro in tutto. Dal 1° novembre Trenitalia non venderà più il prodotto per Frecciarossa e Frecciargento. Il nuovo sistema vale solo per gli abbonamenti mensili all'Alta Velocità: la quota fissa scende di 80 euro, ma ogni viaggio prenotato costa 2 euro. Per Ilaria i conti sono presto fatti: l'abbonamento mensile costa 390 euro, a cui vanno aggiunti 4 euro a ogni andata e ritorno in giornata. Per 12 viaggi al mese sono circa 50 euro in più, per un totale di circa 440 euro. Nel suo messaggio parla di una spesa che lieviterà di poco sotto i 500 euro. La ventottenne napoletana spiega che il problema non è solo economico: «Il lavoro per noi pendolari è un diritto che ci viene negato nella nostra terra, e che si deve andare a ricercare come acqua nel deserto altrove».

Sergio prende lo stesso treno, ma meno spesso: circa due volte a settimana, sempre sulla tratta Napoli-Roma. Per lui un abbonamento mensile non avrebbe senso, mentre i biglietti singoli sono troppo cari. Il carnet Smart era la via di mezzo. Senza, scrive nella sua lettera, rischierebbe di pagare circa il doppio rispetto a oggi «semplicemente per continuare ad andare a lavorare come ho sempre fatto». Sergio aggiunge di conoscere personalmente «tantissime persone» che fanno la stessa tratta per lavoro e si trovano nella sua situazione. Il pendolare che contatta Fanpage non chiede sconti: «Non stiamo chiedendo privilegi o sconti irragionevoli. Chiediamo semplicemente di poter continuare a recarci al lavoro senza vedere quasi raddoppiato, dall'oggi al domani, il costo dei nostri spostamenti».

Trenitalia ha giustificato la scelta draconiana con le «mutate esigenze di mobilità» dei clienti e con la necessità di contrastare le prenotazioni non utilizzate, che sottraggono posti agli altri passeggeri. Intanto la questione è arrivata in Parlamento: la capogruppo di Italia Viva al Senato Raffaella Paita e il senatore Ivan Scalfarotto hanno annunciato un'interrogazione al ministro dei Trasporti Matteo Salvini.

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