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“Quando mi ha lasciato in ospedale mi chiamavo Vittorio”: l’appello di Samuele che cerca la sua mamma biologica

Samuele, adottato da bambino, ha lanciato un appello per ritrovare la mamma biologica. A Fanpage.it racconta: “Quando sono nato, mia madre mi ha lasciato in ospedale con un nome: Vittorio. Vorrei sapere chi è e conoscere le mie origini”.
Samuele in una foto scattata quando era bambino.
Samuele in una foto scattata quando era bambino.

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"Sono nato il 29 dicembre 1966 a Roma, anche se non so in quale ospedale. Mia mamma mi ha lasciato un nome, Vittorio, e una dichiarazione con cui chiedeva che fossi adottato da una famiglia protestanti".

Inizia così la storia di Samuele, 59enne residente nel Veneziano che pochi mesi fa ha deciso di lanciare un appello sui social con l'obiettivo di rintracciare la madre biologica.

"Dopo la mia nascita, sono arrivato in una struttura a Rocca di Papa, non so se fosse una casa famiglia o un brefotrofio, e lì sono rimasto fino ai 3 anni e mezzo", ha raccontato a Fanpage.it quando lo abbiamo raggiunto telefonicamente.

Da lì, tramite il pastore della Chiesa battista di Marghera, Samuele ha incontrato i suoi genitori adottivi che, come chiesto dalla mamma biologica, erano protestanti. È così che arriva nel Veneziano, dove è cresciuto e vive tutt'ora.

Come ci racconta ancora, la sua famiglia ha deciso di non parlargli della sua adozione. Un fatto che Samuele ha scoperto solo quando aveva 17 anni. "Mi spiegarono che avevano sempre desiderato avere figli, che non erano riusciti ad averne e che io ero figlio loro in tutto e per tutto", spiega.

"È per questo che non mi sono mai mosso prima per ritrovare la mia mamma biologica, sapevo che avrei dato loro un dolore. A mamma e papà ho provato tante volte a chiedere informazioni, ma vedevo che, ogni volta che cercavo di parlarne, alzavano un muro, ne soffrivano", ricorda ancora.

Dopo la morte dei suoi genitori, Samuele ha quindi deciso di intraprendere questa ricerca: "L'unica cosa che so della mia mamma biologica è che era minorenne quando mi ha dato alla luce. Ho provato anche a rivolgermi al tribunale dei minori di Venezia, ma non ho ricevuto risposte", aggiunge.

Samuele ci racconta ancora di aver conosciuto in questi anni "una donna speciale che mi ha dato due figlie e sono riuscito a creare una famiglia che che amo tantissimo. Le cose sono andate bene e ringrazio i miei genitori perché, se non mi avessero adottato, non avrei realizzato tutto questo".

Però, spiega, alla sua storia manca quel tassello: "Vorrei sapere chi è mia mamma, conoscere lei e le mie origini, vorrei poterla abbracciare. Non ho mai pensato male di lei, non l'ho mai giudicata per la sua scelta perché potrebbe essere stata molto sofferta". E aggiunge: "A volte mi sono solo chiesto: ‘Perché non mi ha cercato?‘. Anche se, non so, magari l'ha fatto senza riuscire a trovarmi".

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