Dopo la proposta arrivata a Fanpage.it di acquistare, senza fattura e per 15mila euro, le prove di una presunta truffa realizzata da Alessandro Proto, abbiamo chiesto un commento sulla vicenda a Giuseppe Giulietti, il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi) e a Carlo Verna, il presidente dell’Ordine dei giornalisti. “Fanpage è già arrivato a scovare illeciti senza dover pagare un euro a nessuno. Proprio perché il giornalismo di inchiesta ha credibilità e forza fino a quando non è dipendente da altri interessi”, è l’opinione di Giulietti. “Una vicenda così non l’avevo mai sentita in oltre 40 anni di professione. Giusto raccontarla”, ha commentato Verna.

Cosa ne pensa della proposta arrivata a Fanpage.it di acquistare per 15mila euro le prove di un possibile reato?

Giulietti: “In una società dove la corruzione ambientale è dilagante, in cui spesso corrotti e corruttori tendono a coincidere, ci sono persone che pensano: ʻHo qualche carta in mano e, invece di reclamare giustizia, la uso per farci i soldiʼ. Questa vicenda, così come quando Fanpage ha respinto i tentativi di corruzione per manomettere le inchieste, dimostra che la redazione non si è piegata all'umiliante pratica del pagamento per ottenere una notizia. Dispiace vedere persone che hanno bisogno di adeguarsi a questi mezzi per ottenere del denaro”.

Verna: “Una richiesta come questa è semplicemente irricevibile. Per definizione, la notizia è qualcosa che i giornalisti cercano e pubblicano, ovviamente, senza doverla pagare. E sempre nel rispetto della verità sostanziale dei fatti”.

Il gruppo di presunti truffati da Alessandro Proto voleva rientrare dei soldi persi negli investimenti fasulli

Giulietti: “Le persone che hanno formulato questa proposta sono state un po’ ingenue, perché hanno scelto proprio Fanpage. Forse avrebbero potuto trovare in giro qualcuno disposto a comprare registrazioni, dossier e quant'altro. Con o senza fatturazione. Il fatto che si siano rivolti ad una testata nota per la serietà e rigore mi fa pensare che siano dei dilettanti”.

Verna: “E’ incomprensibile il loro ragionamento. Una volta che hanno raccontato la notizia ad un giornalista, che si è qualificato come tale, è assurdo cercare di subordinare la pubblicazione. E’ anche un po’ ingenuo da parte di questi individui cercare di mercificare quello che si è già raccontato ad un giornale. Questo episodio, tra l’altro, rappresenta uno spaccato di un modo di fare che lascia perplessi: chiedere del denaro per una notizia, senza neanche un ʻcontrattoʼ, una fattura”.

 

Qual è il comportamento corretto da tenere in casi come questo?

Giulietti: “Fanpage ha tenuto un comportamento esemplare. Avete fatto benissimo a rifiutare una richiesta di questo tipo che peraltro, forse senza incorrere in reati, mi sembra abbia un vago sapore ricattatorio, estorsivo. Un comportamento limpido è proprio quello di declinare qualsiasi transazione in denaro perché apre sempre la strada a dei circuiti ignoti. Fanpage ha dimostrato in questi anni di non piegarsi ad alcuna forma di ricatto o di estorsione arrivando a scovare illeciti senza dover pagare un euro a nessuno. Proprio perché il giornalismo di inchiesta ha credibilità e forza fino a quando non è dipendente da altri interessi, politici, economici, di loggia o di qualsiasi altra natura”.

Verna: “Non c’è una regola generale da seguire: i giornali e le Tv che si occupano di gossip hanno sempre pagato per avere l’esclusiva che riguarda qualche Vip. Oppure per ottenere un’intervista. Sono richieste legittime, e sarà il giornale a decidere se accettare o meno. In questo caso, però, siamo di fronte ad un’altra situazione. Fanpage ha agito nella maniera più opportuna possibile. Ha fatto benissimo a rifiutare di pagare per avere una notizia e raccontare il tentativo di mercimonio. Oltretutto in violazione delle normative fiscali”.

E’ possibile evitare il mercimonio delle notizie?

Giulietti: “Fanpage ha fatto un’opera doppiamente meritevole perché il vostro rifiuto ha evitato che qualcun altro, con meno scrupoli di voi, accettasse questo genere di proposta. Credo che si dovrebbe passare dalla fase dell’esternazione dell’indignazione alla denuncia di alcuni soggetti. Quando si chiede denaro, quando si fanno vaghe proposte estorsive si entra in questo meccanismo di trattative. Forse è il caso, e sto pensando alla federazione, di rivolgersi alle procure”.

Verna: “Quando c’è una rilevanza sociale, come in questo caso, i giornali devono pubblicare. Chiedere del denaro per una notizia è una pretesa arbitraria perché il giornalista non accetta condizionamenti per la pubblicazione o per la soppressione di una informazione”.