Processo No Tav: petardo ferisce un carabiniere. Gli attivisti: “Pronti al carcere per il futuro di tutti”
Un carabiniere è rimaste lievemente ferito dall'esplosione di un petardo avvenuta davanti al carcere Le Vallette di Torino, all'ingresso dell'aula bunker dove in questi giorni si stanno celebrando alcuni importanti processi riguardanti attivisti No Tav. Una decina di manifestanti hanno lanciato alcuni petardi e uno di questo, esplodendo, ha leggermente ferito un militare 25enne. Il carabiniere è rimasto lievemente stordito ed è stato accompagnato in ospedale per precauzione. Sono giorni di tensione in Val di Susa: due giorni fa, infatti, i pubblici ministeri durante la requisitoria di un processo nei confronti dei No Tav avevano chiesto 53 condanne nei confronti di altrettanti imputati, per un totale di ben 190 anni di carcere: nel mirino dei pm gli scontri del luglio del 2011 alla Maddalena, Chiomonte, durante una manifestazione nazionale del Movimento No Tav. Oggi, invece, sempre nell'aula bunker del carcere Le Vallette di Torino verrà celebrato il processo a carico di Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò, quattro attivisti accusati di terrorismo.
Esposito (PD): "Dai No Tav pratiche para-terroristiche"
L'esplosione di un petardo ha innescato le reazioni rabbiose del centrosinistra: Emanuele Fiano, responsabile della sicurezza del Partito Democratico, ha condannato "l’ennesimo atto di violenza, un gesto che non può che confermare in noi la certezza che questa battaglia di giustizia contro chi vuole riportare la violenza dentro lo scontro politico va condotta con determinazione". Non si è fatto attendere un commento del senatore del Pd Stefano Esposito, da sempre sostenitore della Tav: "E' accaduto un fatto gravissimo e conferma quanto a più riprese ho denunciato; una frangia anarco-insurrezionalista e antagonista ha scelto le pratiche para terroristiche utilizzando strumentalmente la Torino-Lione per portare un attacco allo Stato".
I No Tav: "Pronti a rischiare il carcere per il futuro di tutti"
Dal Movimento No Tav, invece, è arrivato un commento più in generale sulla condanna richiesta dai pm: "Si dice che la storia la scrivono i vincitori, però ci spiace, ma qua non siamo noi ad aver perso, altrimenti non si capirebbe questa voglia di condanne esemplari. Ma non è da vittime che scriviamo queste parole, anzi. Non è nemmeno solamente l’indignazione generale che vogliamo suscitare, vogliamo dire chiaramente che ogni notav ha messo in conto di rischiare qualcosa di proprio per il futuro di tutti, persino l’idea di vedere il sole a scacchi. La nostra lotta è fatta da tante piccole cose che messe in comune diventano grandi e riescono a creare momenti come quelli che oggi sono in discussione in un aula bunker, e che qualche magistrato mette sotto accusa pensando di avere la meglio. Siamo gente testarda, che crede in quello che dice e in quello che fa, per questo non saranno sufficienti due secoli di condanne per fermare un intero movimento".