Prenota una visita oculistica a 102 anni, l’Ausl le dà appuntamento tra 16 mesi: il caso nel Ferrarese

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A Nerina, 102 anni, l’Ausl di Ferrara ha fissato una visita oculistica per il 23 febbraio 2028, a oltre un anno di distanza. La donna ha difficoltà a leggere e il figlio, che ogni giorno controlla il Fascicolo sanitario per trovare un posto prima, racconta: “È paradossale”.

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Ha 102 anni, vive ancora da sola e continua a occuparsi della casa in autonomia. Ma per sottoporsi a una visita oculistica attraverso il Servizio sanitario nazionale dovrà aspettare fino al 23 febbraio 2028. È la data comunicata dall'Ausl di Ferrara a Nerina, residente a Jolanda di Savoia, in provincia di Ferrara. La donna, nata il 24 settembre 1924, si è rivolta al medico di base dopo aver iniziato ad avvertire alcuni disturbi alla vista. Una prenotazione che ha lasciato senza parole il figlio, soprattutto dopo aver scoperto che il primo appuntamento disponibile era distante quasi un anno e quattro mesi.

A raccontare la vicenda è stato il quotidiano La Nuova Ferrara, che ha raccolto la testimonianza del familiare. Inizialmente l'uomo non si era accorto dell'anno indicato sul foglio consegnato dal Cup: "Vedendo febbraio mi ero pure compiaciuto perché tutto sommato quattro mesi di attesa non mi sembravano neanche troppi. Solo in un secondo momento ho fatto caso all'anno, e mi sono cadute le braccia". Da qui la domanda:

Come è possibile fissare un appuntamento a 1 anno e 4 mesi di distanza a una signora che di anni ne ha 102? È paradossale".

La preoccupazione non riguarda soltanto l'età della paziente. Da circa un mese Nerina avverte una sensazione di "sabbia negli occhi" e, secondo quanto riferito dal figlio, non riesce più a leggere, ma soltanto a distinguere le figure. Per questo il medico di famiglia le ha prescritto una visita specialistica. Dopo aver ricevuto la data del 2028, il figlio ha provato a ottenere un appuntamento anticipato, contattando nuovamente il Cup. L'operatrice, racconta, ha verificato la disponibilità senza però riuscire a trovare una soluzione. Da allora l'uomo controlla ogni mattina il Fascicolo sanitario elettronico della madre, nella speranza che si liberi un posto prima.

Nerina, nonostante i suoi 102 anni, vive ancora autonomamente, si alza ogni giorno alle 5.30 e si occupa delle faccende domestiche. In passato ha anche affrontato le conseguenze di una brutta caduta. La famiglia potrebbe ricorrere a una visita privata, ma il figlio considera questa possibilità una questione che va oltre le disponibilità economiche: "Non è che non siamo in grado di pagarla, ma mia mamma prende la pensione minima e comunque trovo che sia una questione di principio. Mia mamma è iscritta al Servizio sanitario nazionale e la sanità pubblica a mio parere dovrebbe anche tenere conto di queste circostanze".

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