Al corteo per lo Sciopero generale di Napoli, bruciato lo striscione con Meloni e Bernini accanto all’omino del Monopoli
"Siamo in una situazione in cui la gente non riesce più a mettere il piatto a tavola, ha difficoltà ad arrivare a fine mese, non riesce più a pagare il carburante e le bollette, non si cura più perché non ci sono più soldi e non c'è una sanità pubblica": così Enzo De Vincenzo, del coordinamento Campania Usb, apre il corteo napoletano sciopero nazionale che sta coinvolgendo tutta l'Italia. De Vincenzo ha anche sottolineato che i soldi pubblici "andrebbero investiti i soldi nei salari, nella sanità, nei trasporti, nelle scuole ma i soldi vengono investiti nelle guerre e nel riarmo, aggiungendo che "oggi in tutti i porti del mondo si sciopera contro il traffico d'armi e contro la cultura della guerra e del genocidio. Noi siamo contro queste logiche".
La manifestazione vede un'ampia partecipazione anche studentesca: tantissimi i giovani scesi in piazza per protestare contro il carovita e per chiedere un futuro più dignitoso: prima del corteo, partito da Piazza Mancini, sono state bruciate in maniera simbolica alcune bollette ed uno striscione con Annamaria Bernini e Giorgia Meloni, rappresentate assieme all'omino del Monopoli. Il corteo è poi partito in maniera pacifica: alcuni manifestanti hanno offerto brioche e cornetti ai poliziotti che presidiavano i varchi di ingresso al Porto: "Non siete voi il problema, anche voi dovete fare spesa e benzina". Attualmente, chiuso il varco Pisacane su via Marina e la stazione di Napoli Garibaldi della Linea 1 della metro, che si trova nella Stazione Centrale partenopea. La manifestazione è poi proseguita lungo il percorso stabilito senza particolari criticità. Traffico che è andato invece rapidamente in tilt in tutta la città.
