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4 Agosto 2022
10:59

“Picchiata perché chiede di essere pagata”: indagato il datore di lavoro di Beauty

La Procura della Repubblica di Catanzaro ha aperto un’inchiesta sulla vicenda di Beauty, la lavoratrice 25enne di origini nigeriane picchiata dal suo datore di lavoro, titolare di un lido-ristorante di Soverato. La donna aveva chiesto di essere pagata.
A cura di Davide Falcioni
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La Procura della Repubblica di Catanzaro ha aperto un fascicolo d'inchiesta, con le ipotesi di reato di lesioni personali, furto e minacce, sulla vicenda di Beauty, la lavoratrice 25enne di origini nigeriane picchiata dal suo datore di lavoro, titolare di un lido-ristorante di Soverato (Catanzaro), per aver "osato" chiedere di essere pagata.

L'uomo, Nicola Pirroncello, di 53 anni, risulta indagato per i reati di lesioni personali, furto e minacce.

La ragazza, che ha ripreso e trasmesso la scena dell'aggressione in un diretta sui social network, si è presentata ieri nella sede della Compagnia di Soverato accompagnata dal suo avvocato, Filomena Pedullà, per raccontare quanto avvenuto. Il presunto aggressore è Nicola Pirroncello, di 53 anni, titolare del Mare Nostrum, incensurato, figlio di un carabiniere in pensione.

Dopo aver lavorato come lavapiatti nel ristorante di Soverato Beauty, madre di una bambina di 4 anni e mezzo, aveva chiesto di essere regolarmente pagata; in tutta risposta, tuttavia, è stata coperta d'insulti e presa a schiaffi. La vicenda di sopraffazione e violenza sarebbe rimasta molto probabilmente ignota, se la donna non avesse ripreso in diretta, con il proprio cellulare, alcune fasi dello scontro prima verbale e poi fisico.

Beauty picchiata e insultata dal suo datore di lavoro

Sull'aggressione i carabinieri della Compagnia di Soverato hanno avviato accertamenti dopo che la 25enne si è recata ieri in caserma, senza sporgere denuncia, e ha riferito di essere stata picchiata dal suo datore di lavoro dopo avere chiesto di essere retribuita per le ore di lavoro effettuate nella cucina del locale da cui si stava licenziando. La donna ha riferito ai militari di essere stata malmenata e insultata dal gestore del lido che l'aveva assunta.

Beauty, giunta in Italia alcuni anni fa dopo essere fuggita dalla Nigeria, oltre a non avere sporto denuncia ha declinato anche l'offerta di essere accompagnata in ospedale. In seguito si è recato dai carabinieri anche anche il gestore del ristorante per fornire la propria versione dei fatti. Nel frattempo, però, il video della violenza pubblicato in diretta sui social network è diventato virale. Nel minuto di girato rimasto in rete, la donna ha ripreso le fasi dello scontro, prima verbale e poi fisico, con il datore di lavoro.

La ragazza: "Non mi muovo da qui fin quando non mi dai i miei soldi"

Nel video si sente un sottofondo musicale e vociare tipico dei lidi balneari, dal che si presume che fossero presenti altre persone. Le immagini mostrano la ragazza che rivendica con decisione il pagamento del salario e poi, tra un frase e l'altra, la reazione del datore di lavoro, che colpisce la giovane per rivolgere, infine, le proprie attenzioni al cellulare rimasto acceso. "Non mi muovo da qui fin quando non mi dai i miei soldi", dice Beauty, prima di essere aggredita. "Non ci sono né avvocati, né carabinieri", replica Pirroncello. Seguono alcune altre fasi concitate e grida di terrore da parte della donna prima che la diretta sia interrotta.

La vicenda ha scatenato un coro di reazioni sdegnate nei confronti del titolare del ristorante e di solidarietà nei confronti della lavoratrice. Per il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, "il lavoro, che non deve in alcun modo somigliare alla schiavitù, si paga, sempre". Duro il commento delle segreterie calabresi dei sindacati di categoria commercio e turismo Filcams Cgil e Fisascat Cisl, che parlano di "diritti calpestati".

Il titolare si difende: "Vicenda mediatica, argomentazioni distorte"

L'uomo, che al momento risulta indagato, tuttavia si difende. "Il titolare del lido Mare Nostrum, affranto e dispiaciuto dell'accaduto, intende respingere con fermezza le ignobili accuse rivolte nei suoi confronti; pur dando atto della reciproca animosità dell'episodio ripreso dalla ex dipendente, deve darsi parimenti contezza di quanto effettivamente accaduto prima delle riprese".

È quanto si afferma in una nota divulgata dagli avvocati Gianni Russano e Salvatore Giunone di Nicola Pirroncello, accusato di avere aggredito, provocandole lesioni, Beauty Davis.

"L'ex dipendente – si legge ancora nella nota – si era portata all'interno dei locali, sedendosi al centro sala, da diverse ore e nonostante già regolarmente remunerata a mezzo bonifico, impediva, in buona sostanza il regolare svolgimento dei servizi di balneazione e ristorazione, e con ingiustificata fermezza reiterava, urlando, la infondata pretesa di pagamento in verità già assolta. Ci si vedeva costretti ad allertare il 112 che tuttavia ritardava per altre ragioni di servizio. Nel tentativo di spostarle la sedia ci si accorgeva che la stessa, nel chiaro tentativo di precostitursi una prova, con l'utilizzo del telefono cellulare stava videoregistrando l'episodio e, nella concitazione del momento e sfiancato dai rifiuti dell'ex dipendente ad allontanarsi dai locali, il Pirroncello sollecitava l'ex dipendente ad interrompere le riprese con il telefono, che finiva in terra. Ne scaturiva un'aggressione della ragazza nei confronti del titolare del locale".

Per i legati del ristoratore, "la vicenda mediatica, con argomentazioni evidentemente distorte, rispetto alle quali ci si riserva di agire nelle opportune sedi, ha devastato il titolare, che oltre all'evidente danno economico è stato raggiunto da insulti e minacce per le quali si è reso necessario sporgere querela. Si respingono inoltre con fermezza le accuse di razzismo rivolte al titolare, conosciuto da tutti ed indistintamente come persona perbene e rispettosa del prossimo e che ha alle proprie dipendenze cittadini italiani ed extracomunitari".

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