Come era ampiamente prevedibile la possibilità che Stati Uniti e Unione Europea sospendano i brevetti sui vaccini contro il coronavirus non è stata accolta con favore dalle case farmaceutiche. Albert Bourla, amministratore delegato di Pfizer, ha dichiarato di non essere "per niente favorevole" a questa ipotesi. Secondo BioNTech, azienda che assieme a Pfizer produce il siero, i brevetti "non sono il fattore limitante" per la produzione. Anche Farmindustria ha espresso "preoccupazione per le iniziative internazionali volte a ridurre o annullare la tutela dei brevetti. Così non si risolve il problema di avere subito più vaccini".

UE E USA aprono all'ipotesi di sospendere i brevetti sui vaccini

La svolta sui brevetti è arrivata dal Presidente degli Stati Uniti Joe Biden, che si è dichiarato favorevole a una sospensione per la durata dell'emergenza sanitaria. Nel volgere di poche ore anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha affermato di essere pronta a discutere di "qualsiasi soluzione" che possa incrementare la produzione globale di vaccini e, in questo senso, a sostenere la proposta di Washington. Nel vertice Ue che si terrà a partire da domani in Portogallo gli Stati membri affronteranno anche questo tema, compresa la possibilità di rinunciare ai Trips, gli accordi sulla proprietà intellettuale. "L’Ue è pronta a discutere qualsiasi proposta che affronti la crisi pandemica in modo efficace e pragmatico. E per questo siamo pronti a discutere come la proposta degli Stati Uniti per una rinuncia alla protezione della proprietà intellettuale per i vaccini anti Covid-19 possa aiutare a raggiungere questo obiettivo", ha ribadito von der Leyen nel suo discorso sullo Stato dell'Unione.

Anche l'Italia favorevole

Il dibattito sulla questione dei brevetti sarà prevedibilmente piuttosto acceso, visto che non tutti gli stati membri sono favorevoli alla sospensione. Per conto dell'Italia il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha scritto sui social: "La svolta di Biden sul libero accesso per tutti ai brevetti sui vaccini è un importante passo in avanti. Anche l'Europa deve fare la sua parte. Questa pandemia ci ha insegnato che si vince solo insieme". Sulla stessa lunghezza d'onda Mario Draghi: "I vaccini sono un bene comune globale. È prioritario aumentare la loro produzione, garantendone la sicurezza, e abbattere gli ostacoli che limitano le campagne vaccinali". Di tutt'altro avviso la cancelliera tedesca Angela Merkel, secondo la quale rinunciare ai diritti di proprietà intellettuale sui vaccini causerebbe "gravi complicazioni" alla produzione dei vaccini.