Migliaia di file e dispositivi informatici contenenti materiale pedopornografico sono stati sequestrati dalla Polizia postale del Friuli Venezia Giulia, coordinata dalla Procura di Trieste con il sostituto Matteo Tripani, in un'operazione che ha anche portato all’arresto di una persona. Sei persone inoltre risultano indagate. L’operazione, chiamata “Noddles” è scattata in seguito a una denuncia in cui veniva segnalato un account Facebook, successivamente reso irraggiungibile, su cui era stata pubblicata una fotografia di alcuni minori (delle bambine in costume da bagno) e a cui erano seguiti commenti volgari e a sfondo sessuale. La Polizia Postale, per non disperdere le tracce informatiche, ha chiesto alla società che gestisce il social network il congelamento dei profili ancora attivi e l'acquisizione del traffico telematico delle sette persone coinvolte, nei confronti delle quali la Procura di Trieste ha emesso altrettanti decreti per la perquisizione personale, locale e informatica.

Arrestato un 66enne per detenzione di materiale pedopornografico – Le perquisizioni, che sono state eseguite ieri mattina in simultanea sotto il coordinamento del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, in Friuli Venezia Giulia ed estese anche Veneto, Lombardia, Liguria, Lazio e Campania, hanno impegnato 30 uomini in tutta la penisola e portato all'arresto in flagranza per detenzione di ingente quantità di materiale pedopornografico, di un sessantaseienne residente nella provincia di Viterbo. Nella Provincia di Pordenone, nel corso di una perquisizione, sono stati sequestrati un pc, uno smartphone, nonché degli account che la Polizia riterrebbe riconducibili a probabili adescamenti in danno di minori. I contenuti dei diversi dispositivi informatici sottoposti a sequestro sono ora al vaglio degli investigatori.