Pasta Agnesi chiude? Colussi assicura: “Si lavora al riassetto”
Il Gruppo Colussi non abbandona il mercato della pasta e il marchio Agnesi. Ad assicurarlo è la stessa società in una nota stampa che smentisce le indiscrezioni dei giorni scorsi diffuse dopo un incontro molto teso con i sindacati dei lavoratori. Il Gruppo Colussi in effetti è alle prese con una grave crisi economica e industriale che potrebbe mettere a rischio parte della produzione di pasta nel nostro Paese con conseguenze rilevanti sull'occupazione, ma dalla società smentiscono una chiusura totale. "Come è noto a tutti il mercato italiano sta soffrendo fortemente della recessione economica e persino i consumi della pasta si sono contratti. Ad aggravare ulteriormente i numeri dell'industria alimentare del settore c'è poi la politica di ‘promozionalità' esasperata (offerte ripetute ai limiti del sottocosto), che non lasciano margini ai produttori. Anche il marchio Agnesi non è indenne da questo andamento, per cui all'interno del Gruppo Colussi si sta rendendo necessario un riassetto industriale-organizzativo e una revisione dell'approccio di mercato" si legge infatti nella nota della società.
Il Gruppo Colussi ribadisce che "non c'è intenzione di abbandonare il mercato della pasta" e anzi sottolinea che il riassetto prevede proprio "una maggiore focalizzazione sulla pasta e la ricerca di strategie innovative, che facciano crescere la posizione del marchio nel mercato con un aumento della ‘massa critica', attraverso partnership industriali". "A conferma del fatto che per il Gruppo Colussi il brand Agnesi non è in discussione, il marchio tornerà a breve in comunicazione in Italia e all'estero" annunciano sempre dal Gruppo, ricordando che si stanno "realizzando delle nuove joint venture in Asia e valutando delle ipotesi di rafforzamento in Canada e Nord Africa". I sindacati però sono sul piede di guerra e ricordano che se per lo stabilimento di Fossano si parla solo di una riduzione del personale, per quello di Imperia si prospetta la chiusura totale della produzione entro la fine dell'anno. "Oltre a qualche spot pubblicitario, non è stata concretamente illustrata alcuna strategia" hanno accusato i rappresentanti dei lavoratori annunciando due ore di sciopero.