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Picchiato dal branco mentre torna da lavoro a Venezia, Rakeb Kashem muore dopo 3 giorni di agonia: “Erano in 4-5”

Il cittadino bengalese era stato trovato esanime a terra a Marghera, in ospedale era riuscito a raccontare di essere stato picchiato da un gruppo di persone ma poi le sue condizioni si sono aggravate ed è morto dopo tre giorni senza riuscire a rivelare i dettagli dell’aggressione.
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"Vogliamo sapere la verità. Capire perché sia arrivato in quelle condizioni all'ospedale e chi può averlo ridotto in quel modo" e l'appello della famiglia di Rakeb Kashem, cittadino bengalese di 30 anni morto in ospedale, dopo tre giorni di agonia, a seguito delle ferite riportate in un'aggressione di cui è stato vittima tra Venezia e Marghera mentre tornava a casa dal lavoro come aiuto cuoco in un ristorante del Capoluogo veneto.

L'uomo, residente a Mestre, era stato rinvenuto nelle prime ore di lunedì diverso a terra con gravi ferite in via Fratelli Bandiera, a Marghera. Soccorso e trasportato e d'urgenza e all'ospedale di Mestre, aveva ripreso conoscenza per un breve momento affermando di essere stato circondato e picchiato da un gruppo di quattro o cinque persone. Poi aveva perso nuovamente i sensi senza riuscire a raccontare nel dettaglio chi fossero quelle persone e perché l'avessero massacrato di botte.

Le sue condizioni erano peggiorate ed era stato trasferito quindi d'urgenza al policlinico di Padova dove però, nonostante le cure dei medici, non si è mai più ripreso ed è morto nelle scorse ore. Una morte avvolta nel mistero e sulla quale ora la famiglia del 30enne chiede di fare piena luce identificando chi sono le persone che lo hanno picchiato e per quale motivo.

Secondo quanto ricostruito finora, l'uomo stava ritornando a casa nella serata tra domenica e lunedì quando è stato picchiato da un gruppo di persone non ancora identificate. Aveva preso l'autobus per raggiungere Mestre ma a casa non è mai arrivato tanto da mettere in allarme i parenti che hanno iniziato a cercarlo senza esito. Era stato poi lui a contattarli martedì pomeriggio quando si era risvegliato nel reparto di rianimazione di Mestre. Proprio in quel frangente Rakeb Kashem era riuscito a raccontare di essere stato aggredito e picchiato da quattro o cinque persone ma poi non era riuscito a proseguire.

Tutti contavano sul fatto che si sarebbe ripreso per raccontare nei dettagli dell'accaduto ma purtroppo il trentenne non ce l'ha fatta. La procura di Venezia ha aperto un fascicolo di indagine con l'ipotesi di omicidio dando incarico alle forze dell'ordine di ricostruire gli spostamenti del trentenne ma anche i suoi contatti per capire se di possibili aggressori fossero suoi conoscenti.

"A nome dell’Amministrazione comunale e mio personale esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Rakeb Kashem e sincera vicinanza alla sua famiglia, colpita da un tremendo lutto. In queste ore il pensiero va anche alla comunità bengalese che vive e lavora nella nostra città. Confido nel lavoro della magistratura e delle Forze dell’Ordine affinché sia fatta piena luce sulla vicenda e i responsabili vengano individuati e assicurati alla giustizia" ha dichiarato il sindaco di Venezia Simone Venturini.

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