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Parigi, superstite della strage del Bataclan si toglie la vita: Guillaume aveva 31 anni

Guillaume Vallette non è riuscito a superare il trauma psicologico in seguito all’attentato di matrice islamica del 13 novembre 2015. A dare l’annuncio della sua morte è stata l’associazione dei superstiti “3onze15 – Fraternité et Verité”: “Bisogna farsi assistere e curare dopo una tragedia del genere”.
A cura di Ida Artiaco
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Esterno del Bataclan (Getty).
Esterno del Bataclan (Getty).

È riuscito a sopravvivere all‘attentato al Bataclan il 13 novembre di due anni fa, quando persero la vita 90 persone. Ma Guillaume Vallette non ha saputo superare quel trauma e si è tolto la vita lo scorso 19 novembre a soli 31 anni. Un vero e proprio dramma nel dramma, come ha sottolineato l'associazione "3onze15 – Fraternité et Verité", che riunisce i superstiti degli attacchi di matrice islamica a Parigi del 2015 e che ha dato l'annuncio della sua scomparsa. "Guillaume non ha voluto l'assistenza di nessuno, né la nostra né quella della sua famiglia – hanno dichiarato -. Desiderava solo rimanere da solo. Abbiamo il dovere di ricordare quanto sia importante essere consapevoli della necessità di farsi assistere. Il trauma psicologico subito con questi attentati è profondo e duraturo, va considerato e curato".

Guillaume Vallette, quella sera del 13 novembre 2015, era andato al Bataclan semplicemente per divertirsi un po' ascoltando la musica degli Eagles of Death Metal, ma è rimasto coinvolto nell'attentato jihadista, che ha fatto centinaia di feriti e 90 morti, tra cui l'italiana Valeria Solesin. Si è trattato della più cruenta aggressione in territorio francese dalla Seconda Guerra Mondiale. A quanto si sa, negli anni scorsi era stato seguito da uno psicologo, ma non è mai riuscito a superare quanto provato in quella occasione. Non ha lasciato alcun biglietto, quasi che per lui il suicidio fosse un gesto inevitabile, impossibilitato nel continuare a vivere quando tanti suoi amici o semplici sconosciuti che condividevano la sua passione per la band americana hanno lasciato la loro vita in quel club parigino.

Proprio per evitare altri casi del genere, sono molte le associazioni nate per aiutare i superstiti degli attacchi in Francia del 2015 a superare il trauma e a cercare di condurre di nuovo una vita quanto più normale possibile. Un esempio è dato da "Life for Paris", che ha promosso il progetto "Divhopè – un tuffo nella speranza", che permetterà fino al 30 novembre a 30 superstiti di partecipare in Guadalupa a test clinici sui benefici dell'immersione subacquea contro il disturbo post-traumatico da stress. Ripetere le immersioni dovrebbe contribuire a placarlo. La speranza è ottenere risultati significativi per ampliare lo studio ad altri individui, come militari o vigili del fuoco.

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