Papa Leone, confermato il viaggio in Sudamerica dopo l’intervento per il tumore: “Nessuna controindicazione”

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Papa Leone XVI, via Getty Images
Papa Leone XIV partirà il 6 novembre per il viaggio apostolico in Uruguay, Argentina e Perù. Dopo l’intervento del 13 ottobre per un tumore al polmone destro, gli ultimi controlli hanno escluso controindicazioni alla trasferta. Il recupero procede positivamente e non saranno necessarie ulteriori terapie oncologiche.

Il viaggio apostolico di Leone XIV in Uruguay, Argentina e Perù si farà come previsto, dal 6 al 17 novembre. A confermarlo è stata la Sala stampa della Santa Sede, dopo gli ultimi controlli medici sul Pontefice, operato il 13 ottobre per un tumore al polmone destro. Il recupero postoperatorio procede positivamente e gli esami hanno escluso la necessità di ulteriori trattamenti oncologici. Il medico personale del Papa, Luigi Carbone, ha confermato che non ci sono controindicazioni alla partenza, nonostante la convalescenza non sia ancora conclusa.

"Sono felice di poter tornare nel continente nel quale ho vissuto tanti momenti della mia vita", ha detto Leone XIV, che prima dell'elezione al soglio pontificio ha trascorso circa vent'anni in Perù, come missionario e poi vescovo. La trasferta durerà undici giorni e prevede numerosi spostamenti, compresa una tappa a Cuzco, sulle Ande, a circa 3.400 metri di altitudine.

Il via libera dei medici dopo l'intervento per il tumore al polmone

La conferma è arrivata dopo settimane in cui le condizioni di salute del Pontefice avevano sollevato interrogativi sulla possibilità di affrontare un viaggio così impegnativo. Il 13 ottobre Leone XIV è stato sottoposto a un intervento chirurgico durante il quale è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro. L'operazione, secondo quanto comunicato dal Vaticano, è riuscita senza complicazioni. Gli accertamenti successivi hanno confermato che la patologia era localizzata e che non sono necessarie ulteriori terapie oncologiche.

Ora, a poco meno di un mese dall'intervento, il medico personale del Papa ha dato il via libera alla partenza. "Il recupero postoperatorio del Santo Padre continua a progredire e gli ultimi esami medici confermano la buona salute e le condizioni cliniche favorevoli", ha dichiarato Luigi Carbone. Il medico ha aggiunto che, considerando il quadro clinico attuale e gli esami strumentali e di laboratorio, "non si ravvisano controindicazioni" che impediscano di intraprendere il viaggio apostolico come programmato.

Carbone ha inoltre sottolineato che il Pontefice sta seguendo con attenzione le indicazioni ricevute durante la convalescenza, con "scrupolo e attenzione" e con la determinazione a proseguire il proprio servizio alla Chiesa. Anche il professor Stefano Margaritora, il chirurgo che ha operato Leone XIV al Policlinico Gemelli, aveva spiegato che non c'erano "motivi clinici" per impedire la trasferta in America Latina.

Papa Leone aveva rinunciato alla visita ad Assisi

Il via libera al viaggio arriva dopo una prima rinuncia legata proprio alla necessità di non forzare i tempi del recupero. Leone XIV non sarà infatti ad Assisi il 27 ottobre, in occasione del quarantesimo anniversario dell'incontro interreligioso per la pace promosso da Giovanni Paolo II nel 1986. La decisione era stata presa su consiglio dei medici, che avevano sconsigliato, a scopo precauzionale, lo spostamento in elicottero, considerando il breve tempo trascorso dall'operazione.

Il Pontefice invierà comunque un videomessaggio all'incontro. La pace, e in particolare la prospettiva di una "pace disarmata e disarmante", è uno dei temi centrali del suo pontificato. Dal rientro in Vaticano dopo le dimissioni dal Gemelli, Leone XIV ha ripreso gradualmente le attività, adattando il programma quotidiano alle indicazioni dei sanitari e alternando gli impegni a momenti di riposo.

La Santa Sede ha spiegato che il Papa ha continuato a svolgere appuntamenti pubblici e a seguire le responsabilità del suo ministero, compatibilmente con il recupero postoperatorio. Il Pontefice ha anche ringraziato per le preghiere e l'affetto ricevuti da diverse parti del mondo, oltre che per le cure del personale sanitario che lo ha seguito durante la convalescenza.

Il ritorno in Perù dopo vent'anni di missione

Il viaggio in programma dal 6 al 17 novembre toccherà Uruguay, Argentina e Perù. La Sala stampa vaticana ha confermato che la visita si svolgerà "secondo il programma precedentemente pubblicato". Il calendario prevede una serie di incontri con le autorità civili, le comunità religiose e i fedeli, oltre a celebrazioni e appuntamenti pastorali. Tra le tappe più impegnative c'è quella a Cuzco, città peruviana situata a circa 3.400 metri sul livello del mare.

Per Leone XIV non si tratta soltanto di un viaggio istituzionale. Prima di essere eletto Papa, Robert Francis Prevost ha vissuto per circa vent'anni in Perù, dove ha svolto il suo servizio missionario e ricoperto il ruolo di vescovo. In particolare, a Chiclayo molti fedeli lo ricordano come "padre Roberto" e aspettano da mesi di poterlo incontrare nuovamente.

Nel comunicato diffuso dalla Santa Sede, il Pontefice ha spiegato di attendere "con grande gioia ed entusiasmo" la visita, che dovrà servire a rafforzare i legami con le Chiese locali e a incoraggiare i fedeli nella loro missione. L'obiettivo, si legge nella nota, è anche portare un messaggio di fede, speranza e pace ai popoli dei tre Paesi.

Leone XIV ha affidato al viaggio un auspicio preciso: "Possa questo viaggio essere un'occasione per aprire i nostri cuori gli uni agli altri, rafforzare la nostra comunione come fratelli e sorelle e rinnovare il nostro impegno ad annunciare il Vangelo con gioia". Dopo l'intervento e le prime settimane di convalescenza, il Pontefice si prepara quindi a riprendere un programma internazionale particolarmente intenso, con il via libera dei medici e la raccomandazione di continuare a rispettare i tempi del recupero.

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