Nel camposanto di Santa Maria dei Rotoli, il più grande di Palermo, circa 700 bare sono ancora in attesa di avere una sepoltura. Gli spazi sono esauriti e l'emergenza loculi, ormai, è diventata cronica, anche se in realtà va avanti da decenni. Diverse decine di feretri sono stati ammassati nel deposito, persino negli uffici amministrativi, tanti altri sono al riparo sotto alcune tensostrutture che sono state realizzate ad hoc. Non è possibile ricorrere alla cremazione: l'unico forno crematorio, costruito una quarantina d'anni fa, è guasto da parecchi mesi. Per la costruzione di un nuovo tempio crematorio si è ancora alla fase progettuale e se tutto andrà come si spera sarà necessario almeno un anno e mezzo. Da anni si parla di un nuovo cimitero nella borgata di Ciaculli, una piccola area rispetto alle esigenze della città, ma il suo costo sarebbe di 70-80 milioni. Il progetto, di cui tanto si parla, resta ancora sulla carta.

La situazione epidemiologica in Sicilia appare molto preoccupante. La regione, infatti, è una delle tre "rosse" del paese insieme alla Lombardia e al Trentino Alto Adige: "La zona rossa di oggi non è più della scorsa primavera, ma questo lo ha deciso il governo nazionale. Noi abbiamo recepito le misure di Roma aggiungendo altre piccole restrizioni", ha detto il governatore Nello Musumeci. "Noi siamo molto allarmati perché i siciliani non hanno capito la gravità del momento. E se il contagio non dovesse abbassarsi, alla fine del mese adotteremo ulteriori misure restrittive di intesa con il governo nazionale: non escludo si possa arrivare a un lockdown come quello della scorsa primavera".