Palermo, alla processione dei Venerdì Santo anche un boss di Cosa Nostra
E' la sera del 18 aprile, venerdì santo. A Palermo un uomo partecipa alla processione nelle strade del centro portando le statue del Cristo morto e della Madonna. L'uomo, però, si chiama Stefano Comandè, è un boss di Cosa Nostra e un superiore della Confraternita delle Anime Sante di piazza Ingastone: è stato arrestato qualche ora dopo in un blitz antimafia che ha evitato quella che sarebbe stata una strage. In seguito all'assassinio di Giuseppe Di Giacomo, reggente della famiglia di Porta Nuova morto il 12 marzo, i suoi uomini avevano deciso di "punire" i Lo Presti, "soci" di Comandè. L'incontro, secondo quanto documentato dalle microspie della polizia, si sarebbe tenuto nella notte di Venerdì Santo alla Zisa e con ogni probabilità si sarebbe trasformato in una carneficina.
Stefano Comandè si era prodigato non poco per il funerale di Di Giacomo, convocando i confrati e facendoli sfilare davanti alla sua bara nelle strade della Zisa, dove intanto le saracineste erano stati abbassate e le campane rintoccanano a morto in quello che, in realtà, era un vero e proprio funerale di mafia. L'episodio è destinato a innescare polemiche, anche perché ancora una volta la Chiesa ha dimostrato di essere piuttosto permeabile alle infiltrazioni mafiose. Ad oggi – malgrado siano passate due settimane dall'arresto – Comandè risulta essere un autorevole superiore delle Anime Sante.