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Ottavina morta in casa a Pistoia, il figlio confessa il delitto: “Non avevo i soldi per l’affitto”

Patrizio Ruscio ha confessato l’omicidio della madre Ottavina Maestripieri, la 90enne trovata morta nel suo appartamento a Pistoia. “Non aveva raccolto i soldi per il pagamento dell’affitto e la mamma aveva paura dello sfratto ha spiegato il legale”
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A cura di Antonio Palma
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Immagine di repertorio
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Ha confessato Patrizio Ruscio, è stato lui a uccidere la madre Ottavina Maestripieri, la 90enne trovata morta nel suo appartamento a Pistoia all’inizio di giugno. L’uomo ha ammesso le sue colpe questa mattina durante l’interrogatorio che lui stesso aveva chiesto ai pm nei giorni scorsi spiegando di voler rivelare tutto. Durante l’interrogatorio durato oltre tre ore oggi, il sessantenne ha raccontato quanto accaduto quel drammatico giorno di giovedì 1 giugno. Lo ha confermato illegale dell’uomo l'avvocato Francesco Stefani.

Davanti ai pm Linda Gambassi e Lombardo De Gaudio, Patrizio Ruscio ha ricostruito quei drammatici momenti parlando di un diverbio con la madre per questioni di soldi legati all'affitto della donna ma assicurando di non volerla uccidere ma di aver tentato solo di tapparle la bocca  perché urlava. "È stata l'esasperazione doveva dire alla madre che non aveva raccolto i soldi per il pagamento dell'affitto della casa dove lei viveva, come aveva fatto lui per aiutarla negli ultimi anni, non aveva questi soldi, la mamma aveva paura dello sfratto, nel cercare di calmarla, nell'impeto le ha tappato la bocca e dopo due o tre minuti si è reso conto che la mamma non stava bene” ha raccontato l’avvocato.

“Evidentemente era saturo di tutta situazione che si era creata: gente che lo rincorreva per avere i soldi, lui che rassicurava la mamma, che lo aveva aiutato fino a quel momento, che non sapeva più cosa dirle. Ha cercato un chiarimento quella mattina, dopo l'incontro con la madre sarebbe voluto andare dal proprietario di casa per chiedere una proroga o una rateizzazione dell'affitto. Evidentemente qualcosa nella sua mente si è inceppata" ha ricostruito ancora il legale.

“Lui ha detto che ha visto il buio, non ha realizzato subito quello che ha fatto, lo ha realizzato immediatamente dopo, si è reso conto pochi minuti dopo che evidentemente la mamma non stava bene, nel tapparle la bocca, ha provato a rianimarla, perché ancora era in vita, senza riuscirci. Ha chiamato allora il 118, che ha ritenuto che la donna fosse morta per cause naturali”  ha proseguito l’avvocato, secondo il quale è stato l’uomo a non sentirsela di avallare una verità che non era vera e allora ha chiesto di chiamare le forze dell'ordine.

Per l'avvocato Stefani, il suo assistito "aveva così voluto lanciare il segnale, a chi avrebbe svolto le indagini, che la madre non poteva essere morta di morte naturale, però nei primi giorni non è riuscito a liberarsi di questo peso, l'ha fatto adesso, devo dire con dovizia di particolari, raccontando tutto quello che era accaduto". "Il mio assistito è distrutto, farà un percorso interno al carcere con gli psicologi, per elaborare questo grave reato, che ha commesso nei confronti dell'unica persona che lo ha veramente aiutato fino alla fine" ha concluso l'avvocato

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