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Ottanta dosi di insulina invece di 8 per un errore di trascrizione: paziente morto dopo 16 giorni di coma

Un uomo di 70 anni è morto dopo 16 giorni di coma dopo aver ricevuto 80 dosi di insulina a causa di un errore medico nella trascrizione della terapia dal diario clinico al software. Il paziente avrebbe dovuto ricevere 8 dosi. Indagati due medici e 4 infermieri.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Un paziente affetto da diabete e ricoverato per un carcinoma, è morto dopo giorni di coma all'ospedale Galliera di Genova dopo la somministrazione di 80 dosi di insulina. Il tutto sarebbe nato da un errore di trascrizione del medico che aveva visitato il paziente. Il dottore aveva scritto nero su bianco le cure che il 70enne avrebbe dovuto ricevere: otto dosi di insulina sono però diventate 80 per uno zero in più scritto in un momento di distrazione.

Nessun infermiere o altro medico del reparto ha messo in discussione quanto scritto sulla cartella clinica e così chi è arrivato dopo si è limitato a eseguire, senza effettivamente interrogarsi sull'elevata quantità del farmaco e senza neppure misurare la glicemia del paziente. Il 70enne è quindi finito in coma e dopo 16 giorni di agonia è deceduto. La procura ora indaga su due medici e 4 infermieri per omicidio colposo.

Ai sei indagati è stato già notificato l'avviso di conclusione indagini preliminari. Secondo quanto appurato dagli investigatori, l'errore fatale si sarebbe verificato nel passaggio dal diario clinico al software su cui vengono annotate le terapie per ogni paziente.

Secondo chi indaga, l'errore sarebbe nato nell'area critica dell'ospedale, reparto nel quale nessuno si sarebbe interrogato su quanto trascritto nel software. Ora gli indagati potranno decidere se chiedere di essere interrogati o depositare memorie difensive o altri documenti prima di una possibile richiesta di rinvio a giudizio. Il reato contestato è omicidio colposo in ambito sanitario.

Per gli inquirenti, il primo medico avrebbe erroneamente scritto 80 invece di 8 dosi di insulina nel passaggio della terapia sul software informatico. A quel punto, un infermiere ora indagato avrebbe eseguito quanto riportato, senza riflettere sull'eccezionale quantitativo prescritto. La mattina del 7 gennaio, nessun medico si è accorto di quanto accaduto e non è stato disposto un controllo della glicemia. Lo stesso fanno i 4 infermieri che si erano susseguiti nella giornata, fino alla mattina successiva.

Il 70enne ha iniziato quindi a stare male ed è caduto in coma per ipoglicemia. L'uomo è morto dopo 16 giorni di agonia.

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