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Omicidio Saman Abbas

Omicidio Saman, il maresciallo: “Non avremmo mai trovato il corpo senza l’indicazione dello zio”

L’udienza di oggi, 30 maggio, davanti alla Corte d’Assise per il delitto della 18enne di Novellara (Reggio Emilia). Il padre ancora in video-collegamento dal Pakistan ha detto di non voler essere ripreso.
A cura di Biagio Chiariello
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Saman Abbas
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"In quel casolare era stato ripristinato a opera d'arte lo stato dei luoghi, non ci saremmo mai accorti del punto dello scavo, perché l'area era totalmente omogenea. Anche dal drone non si notava nulla e la vegetazione era cresciuta sopra. Poi è arrivata l'indicazione dello zio Danish".

Sono le parole del maresciallo Cristian Gandolfi dei carabinieri di Reggio Emilia che in aula davanti alla Corte d’Assise ha ripercorso le fasi di indagine e di ricerca del corpo di Saman Abbas, la 18enne pakistana scomparsa da Novellara (Reggio Emilia) nella notte tra il 30 e il 31 aprile e poi ritrovato a novembre 2022 a distanza di un anno e mezzo dalla sua scomparsa.

La giovane sarebbe stata uccisa dai suoi familiari per essersi opposta ad un matrimonio combinato. Saman è stata strangolata o strozzata, secondo l’autopsia. La causa della morte "asfissia meccanica da strozzamento o strangolamento". I periti non sono stati in grado di stabilire se l’omicidio sia stato compiuto a mani nude (in termini medico legali si parla di strozzamento) oppure con una corda o un laccio (strangolamento).

In tribunale si è celebrata un'altra udienza del processo che vede alla sbarra i genitori, lo zio e due cugini, accusati di aver ucciso e fatto poi sparire il corpo di Saman. Dal Pakistan si è collegato anche il padre Shabbar Abbas, che ha ribadito tramite i suoi legali di non voler essere ripreso da fotografi o telecamere.

Il maresciallo Gandolfi, nella sua lunga deposizione, ha poi ricostruito come grazie ai tabulati telefonici, alle intercettazioni dei profili dei social network, alla collaborazione dell’Interpol, siano riusciti poi ad acciuffare i due cugini e lo zio (scappati dopo il delitto tra Francia e Spagna) e il padre in Pakistan. La madre Nazia, invece, è ancora latitante nel Paese asiatico.

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