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Omicidio Saman Abbas

Saman Abbas, cosa è emerso dall’autopsia: “Modalità di esecuzione atroci”

I primi risultati dell’autopsia sui resti umani trovati nel casolare di Novellara che si ritiene appartengano a Saman Abbas. Serviranno altri esami per accertare se la ragazza sia stata sgozzata e uccisa.
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A cura di Susanna Picone
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Omicidio Saman Abbas

Un taglio all'altezza della gola. Questo sarebbe il segno di violenza più evidente trovato sul cadavere che si ritiene essere di Saman Abbas, la ragazza pakistana di 18 anni scomparsa, e verosimilmente uccisa dai suoi familiari, tra i mesi di aprile e maggio del 2021 a Novellara, nella provincia di Reggio Emilia, dove viveva.

Questo quanto emerge dall’autopsia sul cadavere recuperato nel casolare di Novellara, nei pressi della casa dei genitori della giovane pakistana.

L’autopsia, come da programma, è stata effettuata oggi al laboratorio Labanof di Milano nell'ambito dell'incidente probatorio disposto dalla corte di assise di Reggio Emilia.

A quanto si apprende, serviranno comunque gli esami istologici sui tessuti per accertare se la ragazza sia stata sgozzata e uccisa o il taglio sia stato fatto post-mortem. Ancora non è possibile dire, insomma, come la diciottenne sia stata uccisa.

L'avvocato Barbara Iannuccelli, che rappresenta l'associazione Penelope come parte civile al processo per l'omicidio della 18enne, ha spiegato che dall'analisi esterna del corpo sono emersi scollamenti e abrasioni "che possono essere dettati dall'effetto tappo, essendo stata sotto terra per un anno e mezzo", ma a suo dire sarebbe anche fuorviante parlare di veri e propri tagli.

Alle attività di oggi, dirette dall'anatomopatologa Cristina Cattaneo, hanno partecipato oltre i periti nominati dai giudici anche i consulenti nominati dalle parti, ovvero la Procura, gli imputati e le parti civili, tra cui l'associazione Penelope e l’Ucoii.

I Ris sul luogo del ritrovamento del cadavere di Saman
I Ris sul luogo del ritrovamento del cadavere di Saman

Un primo commento a quanto avvenuto oggi è arrivato da parte dell’avvocato Riziero Angeletti, parte civile Ucoii. Avvocato che davanti ai giornalisti ha parlato di "modalità atroci". "Un percorso toccante. Da questo primo esame, importante, è arrivata una considerazione sulle modalità di esecuzione della ragazza, che non corrispondono a quelle immaginate fino ad oggi. Sono modalità atroci", le parole dell’avvocato, che per il momento non ha voluto però aggiungere altre informazioni sugli esiti dell’autopsia.

In merito a eventuali fratture sul corpo di Saman, l'avvocato si è limitato a dire che "la valutazione sulle fratture deve essere ancora effettuata".

I resti umani sono stati trovati su indicazione dello zio Danish Hasmain, che è accusato dell'omicidio assieme ai genitori della ragazza – Shabbar Abbas e Nazia Shaheen – e ai cugini Ikram Ijaz e Nomanulhaq Nomanulhaq.

Lo zio e i cugini di Saman sono stati arrestati nei mesi successivi alla scomparsa della giovane e sono in carcere in Italia, il padre è stato di recente fermato in Pakistan mentre la mamma è ancora latitante. Tutti, secondo quanto ricostruito nel corso dell'indagine, sarebbero coinvolti nell'omicidio della diciottenne, uccisa per aver detto no a un matrimonio combinato.

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