Omicidio Pierina, Louis Dassilva in tv: “Manuela mi ha accusato perché nasconde qualcosa o protegge qualcuno”
Erano attese per oggi 7 settembre le motivazioni sulla sentenza che ha assolto Louis Dassilva dall'accusa di aver ucciso Pierina Paganelli, ma ai giudici di Rimini è stata concessa una proroga. L'assoluzione era arrivata la notte tra il 9 e il 10 giugno dopo una lunga camera di consiglio. L'accusa, rappresentata dal pm Daniele Paci, aveva chiesto l'ergastolo con l'aggravante della premeditazione, della crudeltà e dei futili motivi perché l'omicidio sarebbe stato commesso per evitare che la vittima scoprisse la relazione extraconiugale tra l'imputato e la nuora della vittima. Nel luglio 2024 Dassilva era stato arrestato, poi con la sentenza di assoluzione è stato subito scarcerato. A distanza di tre mesi dalla sentenza di primo grado è stato intervistato al programma tv di Rai2 "Ore14".
Inizia così Dassilva a raccontare: "Quando ho sentito la sentenza di assoluzione, non avevo capito quello che era successo. Avevo paura. Quando me lo ha chiarito l'avvocato per me è stata una liberazione, la presenza di luce. Era un peso troppo pesante di cui mi sono liberato". Precisando che "avevo fiducia, però c'era ansia e paura. Mi sono messo a piangere, ho pregato tanto. Quando quella sera sono uscito dal carcere per andare a sentire la sentenza, mi sono affidato al Signore". E ancora: "Da uomo libero la prima cosa che ho fatto è fare colazione con i miei avvocati. Era qualcosa che mi mancava: è una piccola cosa ma quando non viene meno ne capisci l'importanza".
Louis Dassilva poi precisa che prima di rilasciare una intervista voleva avere il tempo di riprendersi la sua vita: "Non è facile, soprattutto poter ritornare davanti alla gente a parlare". Il giornalista Salvo Sottile poi gli chiede quale è stato il momento più difficile in carcere: "Il momento dello sciopero della fame. In carcere ho ricevuto solidarietà dagli altri detenuti, mi hanno aiutato. Sia emotivamente che spiritualmente, qualsiasi aiuto. Ho imparato a essere umile, rispettoso, cordiale e soprattutto ad avere pazienza, che in carcere ce ne vuole tantissima".
Louis Dassilva ritorna a parlare delle indagini a suo carico rispondendo alla domanda perché i sospetti si sono concentrati solo e unicamente su di lui: "Nella vita puoi avere dei problemi, però quando capita una cosa così grave a qualcuno che è innocente fa male". Infine parla della moglie che gli è sempre stata vicino, nonostante la pesante accusa e nonostante fossero emersi i tradimenti di Dassilva: "Mia moglie sapeva che ero innocente, con il nostro amore però non poteva fare diversamente. Oggi è tutto tornato come prima, siamo in pace. Siamo ancora insieme, sono innamorato di lei. Ho chiesto scusa alla mia famiglia, non è stato un periodo facile. Non sono fiero del mio tradimento".
L'ex imputato aveva avuto una relazione extra coniugale con Manuela Bianchi, la nuora della vittima. Durante un incontro con gli investigatori in un incidente probatorio la donna aveva riferito di aver incontrato Louis Dassilva la mattina dopo l'omicidio in garage dove si trovava il cadavere di Pierina Paganelli e che Dassilva le aveva fatto il gesto con le mani di stare in silenzio. Perché lo ha accusato? "Può essere una vendetta, perché lo sa solo lei. Se accusi una persona di una cosa così grave è perché o hai qualcosa da nascondere o stai proteggendo qualcuno. Lo sapeva benissimo che stava raccontando delle bugie", precisa Dassilva. Precisa inoltre anche che con la vittima aveva solo un rapporto di cortesia, di saluti quando si incrociavano sulle scale. "Ho la mia idea su cosa è successo, ma senza prove non posso puntare il dito contro qualcuno. Ora arrivo al secondo grado del processo con tranquillità e con la fiducia che ho sempre avuto".