Anna Carbonara, Pubblico Ministero del Tribunale per i minori di Lecce, ha chiesto un'incidente probatorio per Lucio, il ragazzo di 17 anni che ha confessato di aver ucciso Noemi Durini poco dopo il ritrovamento del cadavere. Il corpo della sedicenne di Specchia è stato trovato dieci giorni dopo la scomparsa sotto un cumulo di pietre in una campagna di Castrignano del Capo. La richiesta del Pm è finalizzata ad appurare la capacità di intendere e di volere dell'assassino, di cui è stata evidenziata dal Gip la personalità borderline.

Gli stessi avvocati della difesa avevano richiesto nei giorni precedenti di procedere ad una perizia medica per accertare le capacità di Lucio nel momento in cui ha ucciso la giovane. Il valore giuridico della perizia sarà determinante anche in considerazione dell'età del reo confesso, poiché la Legge stabilisce che di un adolescente maggiore di 14 anni, ma non ancora maggiorenne, non si presume la capacità di intendere e di volere. Secondo il Pm, inoltre, l'accertamento va eseguito il prima possibile, poiché le stesse vicende legate al processo potrebbero pregiudicare lo stato di salute psichica di Lucio che è detenuto presso l'I.PM di Quartuccio, in Sardegna.

L'aggravante della crudeltà

Le accuse che pendono su di lui sono di omicidio con le aggravanti di premeditazione, crudeltà e futili motivi. Un quadro reso ancora più raccapricciate dall'esito dell'autopsia, che ha evidenziato i traumi subiti da Noemi prima di essere accoltellata. La giovane, prima dei colpi fatali inflitti con un coltello al collo e al capo, è stata oggetto di ripetuti pugni, che le hanno sfigurato il volto.