Tutto era stato pensato nei minimi particolari: Pierluigi Barbieri sapeva che avrebbe dovuto uccidere Ilenia, metterne il corpo il un trolley, pulire la scena del delitto, portare il cadavere nel posto indicato da Nanni, lì dove aveva personalmente scavato la buca, e seppellirla. Per rendere il cadavere irriconoscibile, aveva acquistato dell'acido che avrebbe dovuto usare per sfigurarla prima della sepoltura, giusto per assicurarsi che se fosse stato ritrovato, nessuno avrebbe potuto risalire alla 46enne di Faenza. "Dopo averla seppellita dovevo allontanarmi con le bottiglie di acido e il trolley: così mi aveva detto Nanno". La confessione è stata agghiacciante. Unitamente a questo programma, i due tentativi di ucciderla falliti per imprevisti.

Nanni ci aveva provato una prima volta a settembre, ma una volta entrato in casa con le chiavi di fornite da Nanni, non era riuscito a orientarsi nell'abitazione ed era andato via. "Quando Nanni ha capito che non l'avevo uccisa abbiamo discusso – ha raccontato – e poi mi ha spiegato come era fatta l'abitazione. Ci siamo detti che ci saremo sentiti mesi dopo". E così era stato, perché Barbieri avrebbe dovuto riprovarci tempo dopo: Nanni doveva passare a prendere la figlia per andare a vedere una macchina e lui avrebbe dovuto agire secondo i piani. "Mi aveva detto che sarebbe arrivato puntuale alle 5.00 ma così non è stato – racconta ancora -. Le persone iniziavano a vedermi, non sapevo cosa fare, così sono andato via. Ero furibondo". Da quel secondo tentativo fallito, nasce una nuova discussione. "Mi ha ribadito che Ilenia non doveva uscire viva da quella casa". Il terzo e ultimo tentativo è stato purtroppo fatale. I due però non avevano calcolato la presenza in casa della fidanzata della figlia Arianna. Proprio lei ha fatto saltare il piano e gli alibi.

La versione di Barbieri sembra aver trovato riscontri: gli inquirenti, su indicazione dell'arrestato, sono riusciti a individuare la zona in cui era stata scavata la buca per il corpo di Ilenia. L'ex marito di Ilenia Fabbri lo avrebbe anche arruolato nella sua officina per un periodo, come lavoratore a nero. I due condividevano la passione per le moto e, purtroppo, un progetto comune. "L'unica preoccupazione – conclude Barbieri – era per la figlia: non voleva che trovasse in casa il corpo della madre".