Dall’autopsia eseguita sul corpo del giovane trovato morto ieri mattina nelle vicinanze dell’abitazione dell’uomo che ha esploso cinque colpi di armi da fuoco, emerge che la vittima è stata colpita alle spalle, all’altezza della scapola destra. Si tratta delle prime informazioni emerse dall’autopsia effettuata dal medico legale Alberto Amadesi alla presenza del perito balistico Raffaella Sorropago, che si occupa dei rilievi a Villa Gessa a Bazzano, nella campagna nei dintorni di Bologna. Sarà fondamentale la relazione di quest’ultimo che si unirà agli accertamenti eseguiti dai carabinieri della sezione investigazioni scientifiche.

Il custode Stefano Natalini è indagato a piede libero per omicidio preterintenzionale e questa mattina è tornato a Villa Gessa, in via Ghiarino. Ha seguito alcuni accertamenti ribadendo la spiegazione già fornita, stando alle parole del suo legale, durante l’interrogatorio. Il custode ha raccontato di aver sentito dei rumori provenire dalla porta di casa intorno alle 4, e ha così deciso di prendere la revolver calibro 38 detenuta regolarmente e sparare da due finestre cinque colpi in totale. La sua versione è che ha sparato perché spaventato con il solo obiettivo di intimidire chi cercava di entrare nell’abitazione. Poi è uscito per strada e ha trovato il cadavere di un ragazzo tra i 20 e i 25 anni. Il giovane non è ancora stato identificato e i carabinieri hanno chiesto la collaborazione degli organi di polizia europei e di alcuni paesi extra-Ue: l’obiettivo è quello di capire se la vittima aveva precedenti in altri Paesi o se è stata registrata qualche denuncia di scomparsa.

L’autopsia potrebbe cambiare il giudizio di chi indaga sul fatto che si sia trattato di legittima difesa. Il fatto di aver colpito la vittima alla schiena potrebbe influire sul pronunciamento relativo al principio della legittima difesa. Ma intanto il leader della Lega, Matteo Salvini, ha già preso posizione, sostenendo che la difesa “è sempre legittima”. “Purtroppo ha ucciso un ladro, ma esprimo vicinanza a questo custode, se invece del ladro quel signore avesse fatto l’operaio, il meccanico o il poliziotto non avrebbe rischiato di morire, rischi annessi e connessi al mestiere del ladro”, afferma in diretta Facebook. Concludendo: “Confidiamo che la legge sulla legittima difesa sia di aiuto a questo signore, siamo tutti custodi”.