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Oggi i funerali dei 3 cacciatori uccisi sui Nebrodi: la loro morte resta un mistero

Fissati i funerali di Antonio Gatani e dei fratelli Giuseppe e Davis Pino. I carabinieri, che indagano sul triplice delitto, hanno sequestrato all’unico indagato i fucili e gli indumenti che teneva a casa.
A cura di Susanna Picone
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I tre cacciatori trovati morti: Antonio Gatani, 82 anni, i due fratelli Davis, 26, e Giuseppe Pino, 44.
I tre cacciatori trovati morti: Antonio Gatani, 82 anni, i due fratelli Davis, 26, e Giuseppe Pino, 44.

Le salme sono state restituite alle famiglie e sono in programma oggi i funerali dei tre cacciatori uccisi lo scorso 28 gennaio nel bosco di Montagnareale, sui Nebrodi nel messinese. Ma cosa è successo ad Antonio Gatani e ai fratelli Giuseppe e Davis Pino resta ancora un mistero. Per il momento c’è una persona iscritta nel registro degli indagati, un quarto uomo: si tratta di un cinquantenne amico della vittima più anziana, quello con il quale quella mattina Gatani sarebbe uscito da casa.

Le salme dei tre cacciatori sono state restituite nei giorni scorsi ai familiari: oggi pomeriggio a San Pier Niceto, in piazza Roma, si svolgeranno i funerali dei due fratelli Pino con il rito dei Testimoni di Geova; sempre nel pomeriggio, alle 15,30, l’addio a Gatani nella Chiesa Concattedale di Patti.

Su quanto accaduto nei boschi siciliani vanno avanti le indagini dei carabinieri, coordinati dalla Procura di Patti. Al momento chi indaga sta valutando i risultati delle autopsie sui corpi dei cacciatori e gli investigatori hanno sequestrato gli stivali che l’indagato indossava la mattina dei delitti. L’obiettivo è confrontarli con le impronte trovate nella zona. L'uomo, che risponde di omicidio volontario, ha raccontato di aver accompagnato Antonio Gatani quella mattina nel bosco di Montagnareale. I due sarebbero arrivati su due auto diverse e poi lui sarebbe tornato indietro lasciando Gatani da solo e il cane nel veicolo della vittima. Gli inquirenti l'hanno già sottoposto alla prova dello stub.

Proseguono intanto anche gli esami balistici sui tre fucili ritrovati accanto ai corpi, che erano in fila l'uno dietro l'altro a una trentina di metri di distanza. Per il momento sarebbe stato accertato che l'anziano sarebbe morto per primo, intorno alle 8 di mattina del 28 gennaio, ucciso da una fucilata al torace. Poi sarebbe toccato a Giuseppe Pino, il maggiore dei due fratelli, colpito al torace, poi il terzo uomo che sarebbe prima stato ferito a un fianco e poi finito da una fucilata sparata a distanza ravvicinata forse da un'arma diversa. Da qui l'ipotesi del quarto uomo.

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