Non sarebbero di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori le ossa ritrovate a Villa Giorgina, sede della Nunziatura Apostolica: quei resti umani, infatti, risalirebbero a oltre un secolo fa. A rivelarlo La Stampa, che ha dato conto dei risultati degli esami sui reperti trovati alcune settimane fa e da subito ricollegati alle due ragazze scomparse nel 1983 e mai più ritrovate. Non si tratta, comunque, del responso definitivo: tra nove giorni, il 30 novembre, presso laboratori specializzati a Caserta, verranno effettuati gli esami del Carbonio 14 al fine di individuare con esattezza il periodo a cui risalgono quei resti umani. Occorreranno oltre due settimane, da quel momento, per conoscere i risultati ufficiali e definitivi, con il rischio che i tempi possano dilatarsi vista la difficoltà ad estrarre DNA dalle ossa. Quello del Carbonio 14 è considerato dalla polizia di stato, coordinata dall’aggiunto Francesco Caporale e dal pm Francesco Dall’Olio, l’unico esame in grado di escludere con estrema certezza il legame tra i resti (uno scheletro intero probabilmente appartenente a una donna e altri frammenti) e le due ragazzine scomparse in circostanze misteriose.

Nei giorni scorsi  il professor Giovanni Arcudi, consulente della Santa Sede nella vicenda, aveva dichiarato a Chi L'Ha Visto: "Non si può fare alcuna diagnosi né di sesso né di età, chi dice il contrario fa solo illazioni e ipotesi non fondate su evidenza scientifica". Anche il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, aveva commentato l'accostamento tra i resti umani e il caso Orlandi con fastidio: “Non so chi ha messo in relazione questa vicenda con il caso Orlandi, da parte della Santa Sede non è stato fatto alcun collegamento tra le ossa ritrovate ed Emanuela Orlandi. Sono stati trovati dei resti, si è voluto sapere esattamente cosa si stesse facendo, di chi fossero, e quindi è stato chiesto aiuto all’Italia per ragioni semplicemente di trasparenza, perché non ci siano recriminazioni sul fatto che la Santa Sede abbia tenuto nascosto qualcosa. Le cose si fanno con la maggior apertura e la maggior trasparenza. Aspettiamo gli accertamenti, prima di fare qualsiasi dichiarazione. Bisogna sapere di cosa si tratta: se sono ossa di 200 anni fa è una cosa, se sono ossa di qualche anno fa è un'altra".