Niscemi, si apre un’altra frana di 60 metri: “Senza pioggia fa paura, cosa accadrà con il maltempo?”

Immagine
A mesi di distanza dalla frana che lo scorso 25 gennaio ha sconvolto Niscemi, una nuova frattura lunga circa 60 metri si è aperta in via Ustica. Un segnale che riaccende il terrore tra la popolazione, soprattutto in vista dell’imminente stagione autunnale.

A Niscemi la terra torna a muoversi. A oltre sette mesi di distanza dal gigantesco smottamento che lo scorso 25 gennaio ha sconvolto il territorio, una nuova frattura lunga circa 60 metri si è aperta in via Ustica. La fessurazione, visibile a occhio nudo, è comparsa sul versante sud-est della città, all'interno della zona rossa e a meno di 500 metri dal plesso scolastico San Giuseppe. Un segnale che riaccende il terrore tra la popolazione, soprattutto in vista dell'imminente stagione autunnale.

A spaventare è soprattutto la dinamica: la terra cede pur in assenza di precipitazioni. "Monitoriamo costantemente, ma non possiamo negare di essere preoccupati", ha dichiarato il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti. L'amministrazione punta ora a chiarire se la spaccatura sia solo un assestamento o la spia di una vera e propria riattivazione del fenomeno. "Vogliamo essere certi che la frana non si stia riattivando. Svolgiamo un monitoraggio quotidiano assieme alla Protezione Civile regionale e nazionale, ma serve comprendere l'evoluzione del fenomeno, specie in queste settimane in cui non si registrano piogge".

Per fare il punto della situazione è arrivato in città Fabio Ciciliano, capo della Protezione Civile e commissario straordinario, che ha presieduto un vertice operativo con i tecnici e le autorità locali. L'evento di inizio anno ha lasciato ferite profonde, costringendo 236 nuclei familiari ad abbandonare le proprie abitazioni. Ciciliano ha cercato di rassicurare i cittadini, contestualizzando il nuovo cedimento: "Siamo di fronte a una frana molto estesa, composta in realtà da tre distinti movimenti. È normale che si verifichino delle fessurazioni, per questo proseguono le attività di monitoraggio geologico. Le due frane più vicine al centro abitato sono pressoché ferme". L'attenzione resta tuttavia massima in vista dell'arrivo dell'autunno: "La stagione delle piogge ci preoccupa particolarmente, perché è stato proprio il maltempo a scatenare questo disastro", ha ammesso il commissario.

Per la ricostruzione e il sostegno alla popolazione sono stati stanziati 150 milioni di euro: 75 milioni di euro destinati agli indennizzi per le famiglie colpite e al piano di demolizioni, e altri 75 milioni di euro riservati alle opere idrauliche e alla messa in sicurezza del versante. I contributi per gli sfollati – regolati dall'ordinanza di agosto – permetteranno di acquistare una nuova casa, comprare un terreno per riedificare o ricevere un indennizzo diretto. Durante l'incontro sono stati inoltre siglati due documenti tecnici di fattibilità per la messa in sicurezza del versante sud e del torrente Benefizio, che andranno a gara a breve. Il Comune pubblicherà nei prossimi giorni l'avviso pubblico per l'erogazione dei fondi.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views