Neonata invalida per un errore medico durante il parto, 700mila euro di risarcimento ai genitori dopo dieci anni

Una neonata è rimasta "invalida totale" a seguito di un errore medico nel 2016 e ora, a distanza di 10 anni, i genitori saranno risarciti con 700mila euro di danni, più interessi e spese legali. A raccontare la vicenda, che vede coinvolto l'ospedale Maggiore di Bologna, è il Corriere della Sera.
Secondo quanto ricostruito, la bambina è nata il 5 novembre 2016. Nella fase pre-parto e durante il travaglio si era verificata una grave sofferenza fetale.
A quel punto, era stato indotto il parto naturale, nonostante si fosse verificata una "distocia di spalla", un'emergenza ostetrica grave in cui, dopo l'uscita della testa, una o entrambe le spalle del bambino rimangono incastrate nel bacino della madre.
In questo modo la bambina aveva subito una "sofferenza anossico-ischemica", un grave danno cerebrale causato da una carenza di ossigeno e di flusso sanguigno al cervello che l'ha resa invalida. Un danno che con il taglio cesareo si sarebbe potuto evitare, stando a quanto emerso dal resoconto processuale.
I legali dei genitori della neonata hanno ritenuto che la responsabilità dell'accaduto è dell'ospedale Maggiore di Bologna e a loro ha dato ragione la giudice Paola Matteucci che ha firmato ed emesso la sentenza nei giorni scorsi.
La vicenda processuale è iniziata nel settembre 2019, quando è stata inoltrata all'ospedale una richiesta di risarcimento danni con riferimento alla responsabilità medica dei sanitari. L'anno successivo il Comitato di valutazione sinistri aziendale del nosocomio decise di inviare il fascicolo al Nucleo regionale di valutazione per un parere.
A novembre 2020 il Nucleo regionale autorizzò l’ospedale bolognese ad avviare trattative stragiudiziali per la definizione del sinistro. E il mese dopo il nosocomio autorizzò l’avvio di trattative per 687.812 euro, "finalizzate alla definizione bonaria del sinistro".
Nel 2022 i genitori avevano quindi formulato la proposta transattiva per la definizione della vertenza a saldo e stralcio a fronte del pagamento della somma onnicomprensiva di 699.179 euro. Avevano inoltre dichiarato di voler rinunciare a intraprendere azioni in sede civile, penale e amministrativa.
L'ospedale inizialmente accettò per poi revocare, qualche tempo dopo, la proposta transattiva. Ora però i giudici hanno scritto nero su bianco che il nosocomio dovrà risarcire la famiglia. Perché, come ha sottolineato la sentenza, lo scambio tra proposta e accettazione aveva già prodotto effetti vincolanti.