Centri commerciali sempre aperti, l’impressionante calendario di aperture di un Conad

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Mentre va avanti il dibattito politico sulla necessità di imporre chiusure obbligatorie ai negozi nei festivi, ci sono supermercati che prevedono aperture non stop anche a Natale e a Santo Stefano.

L’Italia è uno dei pochi Paesi europei che non prevede alcuna restrizioni di orari e di aperture per i negozi nemmeno per la domenica e i giorni festivi, così accade che anche in concomitanza delle feste natalizie i lavoratori di centri commerciali e grandi supermercati si ritrovino spesso a dover lavorare come un normale giorno infrasettimanale dell'anno, compreso il giorno di Natale. È questo ad esempio il caso si un Superstore Conad in Emilia Romagna il cui calendario di aperture affisso all'esterno del negozio appare impressionante anche a alla luce del fatto che del 2017 le festività natalizie capitano a ridosso del weekend. Come segnalato dal gruppo facebook Clash City Workers, infatti, il supermercato non solo rimarrà aperto l'intera giornata della vigilia ma anche mezza giornata a Natale e l'intera giornata di Santo Stefano.

Una scelta da parte degli esercizi commerciali che da tempo è  al centro di un aspro dibattito pubblico in Italia tra chi, come i sindacati e una parte politica, vorrebbe ritornare la passato come limiti precisi alle aperture festive e chi invece, come i rappresentanti  della grande distribuzione, vede in questa liberalizzazione forzata, voluta all'ora dal governo Monti, una possibilità di massimizzare la propensione della gente a spendere nei periodi di festa. Una polemica ritornata quest'anno prepotentemente anche ne dibattito politico.

"Tutte le famiglie hanno il diritto al riposo, anche quelle che posseggono o gestiscono esercizi commerciali”, ha dichiarato ad esempio i leader del M5S Luigi Di Maio proponendo ai colleghi parlamentari l'approvazione della proposta di legge di chiusura obbligatoria degli esercizi commerciali per almeno 6 festivi all'anno. Un'idea contro cui si è schierato il Ministro dello Sviluppo economico che ha dichiarato: "Con queste proposte si fa un favore ad Amazon e ai grandi player… a sentire queste cose trasecolo". Una simile proposta secondo lui, infatti, avvantaggerà solo le grandi multinazionali straniere e soprattutto le piattaforme e-commerce.

Nella polemica è intervenuto a suo modo anche Papa Francesco che nei giorni scorsi ha ribadito che per la chiesa cattolica "la domenica è il giorno del riposo e dell’astensione dal lavoro", perché "non siamo schiavi”. "Alcune società secolarizzate hanno smarrito il senso cristiano della domenica illuminata dall'Eucaristia. È un peccato questo. In questi contesti è necessario ravvivare questa consapevolezza, per recuperare il significato della festa, non perdere il senso della festa, della gioia, della comunità parrocchiale, della solidarietà, del riposo che ristora l'anima e il corpo" aveva spiegato Bergoglio.

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