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Tragedia del Natisone

Natisone, si cerca ancora l’ultimo ragazzo disperso Cristian mentre peggiorano le condizioni meteo

Continuano le ricerche per riportare a casa Cristian Casian Molnar, il terzo giovane dispero nella piena del Natisone nel pomeriggio di venerdì scorso. Nella giornata di domenica 2 giugno sono stati recuperati i corpi senza vita della 20enne Patrizia Cormos e dell’amica 23enne Bianca Doros. Ancora nessuna notizia del 25enne disperso.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Sono riprese le ricerche di Cristian Casian Molnar, il 25enne disperso insieme a Patriza Cormos e Bianca Doros nella piena del Natisone. I corpi delle due ragazze sono stati ritrovati nel pomeriggio del 2 giugno quando i livelli delle acque del fiume erano tornati alla normalità dopo che i soccorritori avevano rintracciato la borsetta della 20enne Cormos con all'interno il suo cellulare. I cadaveri delle due ragazze di 20 e 23 anni sono stati recuperati, mentre non si hanno ancora notizie del giovane rumeno, fidanzato di Doros.

Le ricerche per riportare a casa il terzo disperso si sono interrotte ieri sera, ma sono riprese nella mattinata odierna. Le speranze di riportare il ragazzo a casa ancora vivo sono sempre meno e le condizioni meteorologiche si stanno complicando ulteriormente a causa del peggioramento del meteo, anche se le ricerche continuano.

I corpi delle due ragazze travolte dalla piena di venerdì sono stati ritrovati due giorni dopo, intorno alle 12 di domenica 2 giugno. I cadaveri erano a circa 700 e 1000 metri dal punto dell'ultimo avvistamento, uno lungo le sponde del Natisone a 700 metri dal greto e l'altro, poco più lontano, a circa un chilometro, non lontano dal ponte Romano dove alcuni passanti avevano lanciato l'allarme. Dopo la piena di venerdì, il cielo sereno di sabato aveva fatto registrare un ritorno alla normalità dei livelli delle acque.

Proseguono nel frattempo le ricerche del terzo ragazzo, fidanzato di Bianca Doros e amico della 20enne Patrizia Cormos. Molti soccorritori, soprattutto sommozzatori ed esperti, sono giunti da fuori regione e continuano a scandagliare il corso d'acqua alla ricerca dei giovani. Impiegati 40 vigili del fuoco, sommozzatori, topografi e soccorritori fluviali, speleo e squadre ordinarie.

Sulla vicenda si sono accese una serie di polemiche relative alla decisione dei tre ragazzi di risalire il greto del fiume Natisone per il quale il divieto di balneazione è segnalato da appositi cartelli. I ragazzi avrebbero scelto di incamminarsi lungo il greto nonostante il divieto dovuto proprio alle piene improvvise alle quali è soggetto il fiume. Nonostante tutto però, la portata delle acque è stata comunque "eccezionale" anche rispetto alle piene già normalmente previste.

I numeri si riferiscono a misurazioni a monte del luogo della tragedia, dove l'acqua è arrivata in circa 20 minuti. Alle 11.30 la portata dell'acqua era ancora solo di 20 metri cubi al secondo in un letto molto ampio mentre alle 13, quando i tre erano già sul greto, la portata è diventata di 135 metri cubi al secondo. Alle 13.35 i ragazzi sono stati raggiunti dalla piena e hanno lanciato l'allarme in contemporanea con numerosi passanti.

La procura di Udine nel frattempo ha aperto un fascicolo informativo senza indagati o ipotesi di reato sulla scomparsa dei tre ragazzi. Il cellulare trovato nella borsetta di Patrizia Cormos è lo stesso con il quale i tre 20enni hanno lanciato l'allarme  al 112 mentre il livello delle acque saliva rapidamente.

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